Amando, amati, amanti
Nel dolore la veritร si fa piรน chiara, scriveva in una lettera il grande letterato russo Fedor Dostoevskij.
Questo hanno scoperto i discepoli del risorto, nel lungo camino di conversione alla gioia che dalla croce li ha portati, infine, ad accogliere lโinattesa novitร di Dio
Perciรฒ il tempo che viviamo รจ grazia, opportunitร , epifania. E la paura non spaventa, non travolge, non spegne. Il mondo vacilla (come sempre) e le notizie cupe che invadono i nostri telefoni, un certo clima da fine Impero, il vittimismo dilagante prevalgono. Cosรฌ come lโesperienza per molti (fratelli preti in crisi in primis) di veder crollare il mondo che hanno conosciuto fino ad oggi.
Ma p tempo di credere, non di cedere.
Di andare allโessenziale. Di tornare a Lui. Di dire di Lui. Di amare e basta.
Giustappunto.
Sappiti amato
Se mi amate.
Gesรน ora parla di sรฉ nellโultimo grande discorso che, nel Vangelo di Giovanni, fa ai suoi discepoli.
ร una sorta di testamento definitivo, di condivisione delle proprie emozioni. Gli apostoli sono straniti da quei discorsi di addio, ancora non sanno cosa sta per accadere. E in quelle parole, come dicevamo domenica scorsa, Gesรน concentra tutta la sua travolgente passione, il suo amore, lโintensitร della sua missione.
Se mi amate.
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Quante volte usiamo questo termine con i nostri figli, con i nostri famigliari, con il nostro partner.
Se davvero mi vuoi bene dovrestiโฆ
Prove, ricatti, sotterfugi per mettere allโangolo chi dice di amarci.
Ha un volto negativo, questa affermazione.
Il volto del giudizio, dellโesame, della messa in discussione continua. Lร dove siamo noi i giudici.
E unโambiguitร insormontabile: siamo noi a stabilire le condizioni che lโaltro deve osservare per dimostrare il suo amore. Come se sapessimo cosโรจ lโamore. Sul serio.
Ma dai.
Amori folli
Diffido dellโuso massivo del termine amore.
Non solo perchรฉ, da buon montanaro, manifesto un certo pudore nellโesprimere emozioni e affetti. Ma molto di piรน perchรฉ dietro questo termine, ormai, abbiamo nascosto tutto e il contrario di tutto.
Come lโomicida che, disperato, afferma di avere ucciso la propria amata perchรฉ la amava troppo.
Amore e follia, sommo amore e sommo egoismo, quasi sempre coincidono.
Cosa intende dire Gesรน, allora, quando dice se mi amate?
Il suo non รจ un ricatto. Non รจ un manipolatore. Non suscita sensi di colpa.
Se mi amate osservate i miei comandamenti.
Il principale comandamento, anzitutto: amatevi gli uni gli altri dellโamore con cui vi ho amati.
Possiamo amare se accogliamo il suo amore incondizionato.
Diventiamo capaci di amare di quellโamore che riceviamo. Non perchรฉ migliori o sensibili o buoni.
Perchรฉ amati. Perchรฉ impariamo alla scuola di chi ci ama senza condizioni.
Il โcomandamentoโ, allora, perde tutta la sua tetra valenza giuridica, di obbligo, di legge, di comando.
E diventa la forma dellโamore. Il modo concreto che abbiamo di manifestare affetto per unโaltra persona.
Se dico che ti amo e non ti vedo mai, chi mi puรฒ credere? Se dico che ti amo e ti lascio morire di fame o di solitudine, a che serve? Il comandamento, allora, diventa il modo pratico di declinare lโamore che ho per te.
E il comandamento di cui parla Gesรน รจ quello appena consegnato durante lโultima cena, che completa e sostituisce ogni altro comandamento.
Amatevi come io vi ho amati. Cioรจ: accogli il mio amore per essere capace di amare te stesso e gli altri.
Amare gli altri come lui ci ha amati. Come una vasca che si riempie dโacqua e deborda, irrigando tutto ciรฒ che gli sta attorno. Portando vita.
Il paracleto, lo Spirito di veritร
A volte, perรฒ, non siamo capaci di accogliere lโamore di Dio. ne siamo ostacolati perchรฉ ci rimproveriamo qualcosa, perchรฉ il mondo, che in Giovanni indica la parte oscura che ci abita, ci accusa, ci fa sentire in colpa, ci condanna, ci giudica.
E il mondo non รจ in grado di conoscere lโamore. Nรฉ Cristo. Nรฉ Dio.
Il mondo non vede Cristo, noi sรฌ. Il mondo non sa riconoscerlo, le relega ad un (improbabile ed improponibile) personaggio perso nei meandri della Storia. Per noi รจ vivo, presente รจ fuoco, รจ qui.
E senza amore, senza la sorgente dellโamore, la nostra vita interiore si incarta, si sbaglia.
Siamo pieni di sensi di colpa, sempre sottoposti a giudizio. E spesso, purtroppo, diciamo che รจ Dio a volerlo!
Gesรน, allora ci invia lo Spirito paracleto.
Nel diritto giudaico non esisteva la figura dellโavvocato difensore. Lโaccusato poteva, a proprio discolpa, chiamare dei testimoni. Ma se, alla fine, questo non era sufficiente, una persona che godeva di stima pubblica poteva mettersi a fianco dellโaccusato senza dire nulla. E la sua integritร suppliva a quella dellโaccusato. Veniva chiamato in soccorso, da cui il termine paracleto.
Lo Spirito ci fa uscire dalla terribile logica del giudizio verso noi stessi e verso gli altri.
Ma perchรฉ ciรฒ accada lo Spirito ci deve condurre verso la veritร .
La veritร di noi stessi, consapevoli dei nostri limiti ma, soprattutto, consapevoli del grande dono per gli altri che possiamo diventare. Che giร siamo.
La veritร che รจ Cristo, inquietudine del mondo.
Grande gioia
Se รจ davvero cosรฌ, allora, la difficoltร , il limite diventano straordinaria opportunitร , occasione di annuncio, ragione di conversione.
Ne sa qualcosa Filippo che, a causa della persecuzione che si รจ scatenata contro la primitiva comunitร , รจ fuggito e si ritrova in Samaria, la terra abbandonata, la terra eretica, la sposa infedele che Gesรน stesso ha cercato di sedurre e di riconquistare (Gv 4).
La fuga diventa luogo per lโannuncio e conversione di nuovi discepoli.
Ogni difficoltร diventa opportunitร per andare allโessenziale, per purificare le nostre strutture e le nostre stanche abitudini.
Affinchรฉ, oggi come allora, ci sia una grande gioia in quella cittร . Quella che abitiamo.
Rendendo ragione
Dimorare nellโamore, non scoraggiarsi e approfondire la fede, come suggerisce Pietro.
Sempre pronti a rendere conto della speranza che รจ in noi. Perchรฉ amati, perchรฉ amanti. Perchรฉ (non sempre) amabili.
Superando i sensi colpa e il giudizio, attenti alla veritร che per noi รจ una persona, il Cristo, possiamo con libertร dire Dio, dire di Dio.
Se mi amate.
Sรฌ, ti amiamo, Signore.
Ci siamo scoperti amati. E siamo tuoi, e lo diciamo e ti attendiamo, vivendoti.
Per una vita nuova e debordante.
Quella in cui, infine, impariamo ad amare.
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