Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 giugno 2026

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Vangelo del giorno di Mt 5,13-16

Voi siete la luce del mondo.
Dal Vangelo secondo Marco.

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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Parola del Signore.

Il Vangelo che abbiamo letto conclude la pagina più folle e magnifica del vangelo di Matteo.

Quella in cui Gesù, come un nuovo Mosè, parla delle Beatitudini che portano a pienezza le Dieci parole date ad Israele sull’Oreb.

Il segreto per vivere una vita felice. Sono beato, sì. Sono felice, certo. Non perché sono giunto a destinazione. Ma perché, ne sono certo, sto camminando nella giusta direzione, quella della compassione. Quella della misericordia. Quella dell’abbraccio di Dio.

La candela non sa di far luce, è accesa. Brucia. E si consuma.

Quale il modo concreto di restare sale, di brillare della luce di Dio? Vivere nella giustizia, anzitutto. Senza compromessi, senza pigrizia, senza cedimenti. Coerenti senza diventare fanatici, misericordiosi, non intransigenti. Ed evitare di giudicare e di vivere schiavi del giudizio altrui. Purificare il linguaggio sempre più violento.

Aprire il cuore alla compassione verso chi ha fame (di pane, di attenzione, di giustizia), saziare chi è afflitto nel cuore dedicandogli tempo e ascolto. Tutte cose che Cristo per primo ha vissuto. E che possiamo vivere nella Cafarnao in cui siamo, tirando fuori l’umanità dal nostro cuore e dalle persone che incontriamo.

È così povero di verità e di umanità questo nostro mondo! Così insipido e scuro! Così rassegnato e pieno di rabbia! Persone scontente, sempre, di tutto!

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A tutti possiamo dare sapore, a tutti possiamo indicare una strada, un percorso. Perché noi per primi lo abbiamo ricevuto. Ho scoperto che il sale non può perdere il suo sapore. Se hai perso il sapore, è perché non sei mai stato sale.

Che sia questa l’origine della profonda crisi che sembra attraversare la fede delle nostre comunità? Se fosse, semplicemente, questa la ragione di tanta stanchezza, di tante inopportune contrapposizioni, di tanto vittimismo?

E se, allora, questo magnifico tempo di grazia, non di disgrazia, ci fosse donato per tornare alla sorgente della luce? All’origine del sapore delle nostre vite?

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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