Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2023

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Siamo cosรฌ attenti a come gli altri ci vedono! Fisicamente ma anche moralmente, intellettualmente, spiritualmente. Vogliamo, giustamente, che gli altri colgano il nostro spessore umano e religioso, le nostre qualitร . E se abbiamo difetti tendiamo a sminuirli, a soprassedere, a evitare di parlarneโ€ฆ

Solo che davanti a Dio non possiamo nasconderci a noi stessi, non possiamo fingere che non ci siano ombre (ombre che Dio vuole illuminare se solo le riconoscessimo!). Gesรน smaschera l’ipocrisia, cioรจ l’apparenza di coloro che si appellano a minuziose prescrizioni alimentari e a scrupolosa osservanza delle regole per apparire e sentirsi migliori al cospetto di Dio. L’impuritร  parte dal nostro cuore, non dalle nostre azioni. E le azioni o sono il riflesso di un’anima luminosa o sono solo finzione.

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Cosรฌ, continuando la polemica contro chi accusava i suoi discepoli di non fare i lavaggi rituali per diventare puri, Gesรน argomenta sul senso profondo della purezza. Non รจ lavandosi o cibandosi di cibi particolari che si resta puri: quelle prescrizioni, storicamente nate in ambito di igiene sanitaria ed alimentare, non possono essere assolutizzate. รˆ dal cuore dell’uomo, argomenta Gesรน, che escono pensieri e parole offensive, giudicanti, aggressive. I padri della fede, nella loro saggezza spirituale, ci invitano a vigilare sui nostri pensieri.

Quando appare un pensiero nella nostra mente, un giudizio malvagio verso una persona, per esempio, siamo invitati e chiedergli: da dove vieni? Dove mi porti? รˆ normale essere aggressivi, o fare le vittime, รจ evangelico scegliere di andare in un’altra direzione. Non siamo chiamati a fare le belle statuine, ad apparire migliori agli occhi degli altri per strappare un like (quanta falsitร  imperante sui social!) ma a convertire i nostri pensieri perchรฉ si convertano le nostre azioni e la nostra vita. Viviamo una profonda sintonia fra la vita interiore e la sua manifestazione.

Dio non ci chiede di essere migliori ma veri.

Fonte: Il mensile “Amen – la Parola che salva

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