Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Aprile 2026

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Vangelo del giorno di Gv 20,11-18

Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.
Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

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Parola del Signore.

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Maria, invece. È un’opposizione che segnala un contrasto rispetto all’atteggiamento di Pietro e Giovanni corsi al sepolcro.

Maria sta fuori dal sepolcro, non entra, non ha il coraggio di varcare una soglia che–per ora–le fa paura, ma che, in realtà, una volta varcata, la farà accedere alla gioia del Maestro.

Quante Marie conosco, fratelli! Persone che affrontano il loro dolore restandone invischiate, svuotate, che preferiscono rimanere in una situazione che le paralizza, ma che conoscono, piuttosto che varcare la soglia di ciò che, all’apparenza, è un sepolcro senza ritorno.

Chinatasi verso il sepolcro… finalmente! Non è esattamente la splendida corsa dei discepoli, ma è meglio di niente… Si piega, si china, si abbassa, si muove… e vede due angeli.

Perché piangi?, qual è la ragione del tuo dolore, Maria? Qual è la ragione del nostro dolore, amici?

La risposta di Maria è tenerissima: non so dove hanno messo il mio Signore.

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La ragione dello sconforto di Maria è l’assenza di Gesù, assenza che ha subìto come un trauma e una violenza, assenza che l’ha talmente sconvolta da impedirle di capire, di vedere.

A quel punto non bastano né gli angeli, né gli eventi che ci scuotono dal torpore dell’incoscienza. Nulla: deve intervenire direttamente il Signore che-al solito!- non è riconosciuto…

Maria vede Gesù, ma non lo riconosce.

Gesù pone la stessa domanda degli angeli, cerca di scuotere Maria, e aggiunge, straordinariamente, la prima frase rivolta ai discepoli del Battista, quei Giovanni e Andrea che, su suggerimento del loro maestro, si erano messi a seguire, all’indomani del battesimo, l’agnello che porta i peccati del mondo (cfr. Gv 1,39): Chi cerchi?

Chi cerchiamo quando cerchiamo Gesù? Chi, quando diventiamo suoi discepoli? Quale la ragione della nostra sequela? Gesù invita Maria a interrogarsi sulla sua ricerca, a chiedersi quale Gesù sta cercando, cosa vuole veramente da lui, cosa voleva quando ne era discepola.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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