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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Agosto 2024

I primi cristiani dovettero litigare non poco per capire quale fosse la volontà di Gesù: rivolgersi alle sole pecore di Israele, come anch’egli aveva fatto, o aprirsi ai pagani, come sembrava indicare una serie di suoi atteggiamenti?

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La risposta a questa domanda, che, cioè, l’annuncio cristiano era per tutti, anche per noi pagani, ha permesso a noi, oggi, di essere qui, discepoli e salvati. Leggiamo oggi un imbarazzante Vangelo in cui Gesù tratta duramente una donna cananea: Gesù è sgradevole nel suo rifiuto, insultante.

Prima non le rivolge la parola, poi dice di essere venuto solo per il popolo di Israele, infine apostrofa la donna con il titolo dispregiativo di “cane”. Gesù è un gran maleducato? Un lunatico che non vuole essere disturbato?

Un razzista e un sessista come gran parte dei suoi contemporanei, soprattutto quelli più devoti e zelanti? Eppure alla risposta della cananea Gesù si scioglie, le rivolge un complimento che mai aveva rivolto a un israelita! È grande la sua fede, grande perché ha superato la prova, grande perché non si è lasciata trarre in inganno dall’atteggiamento del Maestro che lei pensava essere uno dei tanti guaritori.

È come noi, la cananea. È insistente, come si fa con le divinità, con i guru, con i santoni, ieri come oggi. Rispettosa e zuccherosa oltre ogni limite, per blandire, per convincere, per corrompere anche Dio.

Come facciamo noi quando, tiepidi e scostanti, ci troviamo di fronte a un grave problema e, subito, diventiamo fervorosi: sgraniamo rosari, promettiamo pellegrinaggi, accendiamo ceri votivi per convincere la distratta divinità ad occuparsi di noi.

La provocazione di Gesù è un pieno schiaffo alla cananea. E lei che fa? Ammette il suo limite, riconosce l’inganno, si smaschera, si denuda di fronte a questo misterioso profeta. Ha ragione, il Maestro, dice.

Ma a volte anche i cani possono leccare le briciole che cadono dalla tavola dei figli. Sorride, ora, Gesù. Questa donna ha capito. Ora può diventare anch’essa discepola. E che discepola!

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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