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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2024

Il discepolato non ha a che fare con cose da imparare, da mandare a memoria. E non consiste nemmeno in una serie di regole morali da osservare per compiacere Dio.

Seguire Gesù ha a che fare con l’amore. È scoprirsi agapetoi, amati, e accogliere l’amore senza misura di Dio fino a riempirne il cuore e farlo tracimare sui fratelli.

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La fede cristiana ha più analogie con l’innamoramento che con la disciplina, la norma, la regola e con quell’approccio, forse, lo possiamo capire. Perciò Gesù osa chiedere a chi lo vuole seguire di fidarsi, di dare tutto, di osare.

Pretende, perché di folle pretesa si tratta, di diventare la gioia più grande della più grande gioia che abbiamo vissuto. Gesù chiede a noi discepoli di amare intensamente chi abbiamo accanto, un amore che libera e vivifica però, sapendo che è lui, Maestro anche nell’amore, la sorgente di quanto viviamo.

In lui, realtà ultima, tutto diventa (bellissima) realtà penultima. Fatti bene i conti in tasca, insiste il Signore. Ragiona su quanto stai facendo. Siediti a tavolino e rifletti: qual è l’amore più grande che hai vissuto? Quale la gioia più intensa?

Ebbene, dice il Signore Gesù, lui è più grande della più grande gioia, più grande del più grande amore. E se avesse ragione? Se la sua provocazione fosse vera? Se, davvero, sul serio, conoscere il Maestro e diventare suoi discepoli fosse l’esperienza più intensa della nostra vita al punto di essere disposti a morire, questo il senso di prendere la croce, piuttosto che rinunciare a lui?

Parliamoci chiaro: o Gesù è lo psicopatico più impressionante della storia dell’umanità o è consapevole di poter donare ciò che promette. Non ci sono mezze misure con lui: si parla sempre di pienezza, nelle emozioni, nella speranza, negli affetti.

Fatti due conti in tasca. E se avesse ragione? Alla fine della fiera, credere è un (sensato) azzardo, una scommessa, una promessa di felicità presente e futura. Stacci, provaci, osa, accetta la sfida, se credi. A partire da oggi.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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