È un contagio la pagina di Vangelo di oggi. Un contagio positivo, il dilagare del Verbo incarnato, la contaminazione della Parola che si rivela, smuove, scuote. Giovanni Battista ora sa, ora ha visto, ora conosce. Perché la vita, anche la vita spirituale, la vita interiore, la vita dell’anima, se si ferma appassisce, se non evolve, se non cammina, si spegne.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Gennaio 2025” su Spreaker.Giovanni credeva di credere, pensava di avere capito la sua missione di vita. Ma, stupito e stranito, pieno di gioia a stento trattenuta, ha finalmente capito la portata di quanto succede. E indica l’agnello ai suoi discepoli: non è geloso, non fa il guru. Grande Giovanni, più attento al cammino dei suoi discepoli che alla sua gloria! Vuole farli crescere, sa che il suo tempo è passato.
Anche noi, lungo la vita, passiamo da un sostegno ad un altro, attenti a quanti ci possono portare a Cristo. E Gesù, appena li vede, li interroga: che volete? Cosa cercate? È la prima parola pronunciata dal Maestro nel Vangelo di Giovanni. La prima cosa che Gesù dice è una domanda. Perché il Vangelo trasuda domande, oltre duecento, che hanno un solo obiettivo: scuotere, smuovere, schiodare.
Buffo, no? Nei nostri pregiudizi infantili tutto ciò che ha a che fare con Dio è granitico, assoluto, si prende senza fare discussioni. Dio, invece, la prima cosa che fa è metterci in discussione, perché solo il dubbio smuove, solo la curiosità spinge ad uscire dalla nostra comfort zone.
Cosa cerchiamo quando seguiamo il Maestro? Protezione? Sicurezza? Benevolenza? Fortuna? Gesù non vuole discepoli a basso costo, non cerca seguaci in saldo. Chiede consapevolezza, autocoscienza, autenticità di noi stessi: solo il mio vero “io” incontra il vero Dio.
Sono spiazzati, ora, i due discepoli, non si aspettavano certo quella domanda. Tergiversano, chiedono rassicurazioni, un minimo di garanzie: dove abiti? E la risposta di Gesù è il suo programma: venite e vedrete. Questa è la fede: andare a vedere. Non conoscere delle formule, non seguire delle regole, ma fare un’esperienza totalizzante di amore.
+++Commento tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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