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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 giugno 2026

Vangelo del giorno di Mt 8,23-27

Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

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Parola del Signore.

Ci sono momenti nella vita in cui abbiamo l’impressione di affondare. Per tante ragioni: come conseguenza delle nostre scelte avventate, per motivi di salute, perché le persone che ci stanno accanto vivono momenti difficili… Tant’è: quando si sta tribolando per tenere la barca a galla poco importa del perché ci troviamo in quella situazione.

E la stessa cosa avviene per la Chiesa, da sempre simboleggiata, nei vangeli, proprio con l’immagine della barca che attraversa il mare della Storia. Tempesta e burrasca si scatenano intorno a noi e Gesù dorme. C’è, per carità!, lo vediamo, lo crediamo, lo abbiamo sperimentato, ma dorme. Allora, quando Dio tace, la nostra fede… barcolla.

Teniamo duro, siamo pur sempre dei discepoli di lungo corso!, insistiamo, ci sentiamo un po’ come i santi che attraversano la notte oscura della fede (ma de che…) poi, però, cediamo. Perché ci sentiamo perduti, perché ci rendiamo conto di non essere in grado, all’altezza, perché vediamo che tutto il nostro progresso spirituale non è granché.

Perché dormi, Signore? Mica mi avevi avvisato che nel lago soffia il vento! A saperlo prendevo una barca più grande! Forse mi hai sopravvalutato, Maestro, non sono così bravo, così santo, così capace. Sono solo un marinaio di acqua dolce. Oppure prevale la parte buia di noi, quella rabbiosa. Mugugniamo, ci irritiamo, pensiamo di essere vittima di una terribile ingiustizia divina, giungiamo a mettere in dubbio l’onnipotenza di Dio. C’è, per carità!, ma forse non si occupa di noi, forse davvero è tutta una bella favola quella che raccontiamo.

Se capissimo che il Signore dorme perché si fida di noi! Come chi si appisola durante un viaggio sapendo che il guidatore è bravo! Se capissimo che ci sono cose che non sappiamo fare e altre che siamo chiamati a fare perché Dio ce ne rende capaci! No, non siamo perduti, siamo salvati continuamente. E la nostra vita, e la nostra Chiesa, è capace di attraversare ogni tempesta proprio perché colui cui perfino il mare e i venti obbediscono è con noi.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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