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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 3 Marzo 2025

Vangelo di Marco – Mc 10,17-27

Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Parola del Signore. 

Gesù sta scendendo da Cesarea fino a Gerico e da lì salirà a Gerusalemme. Per morirne. Lungo la strada incontra alcune figure: il sordomuto di Betsaida, gli apostoli e, ora, il giovane ricco. Sarà lui il discepolo in grado di riconoscere che Gesù è il Cristo?

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Sì, tutto lo dà supporre e sperare. È un entusiasta, osserva i comandamenti, riconosce in Gesù un rabbino. E lo interroga: Cosa posso fare per vivere nella vita di Dio, l’Eterno? Il desiderio del giovane ricco è quello che portiamo tutti nel cuore: vivere la vita eterna, cioè la vita di Dio, l’Eterno. Avere in noi il suo sguardo, il suo amore creativo, la sua costanza, la sua compassione e misericordia.

Bella persona, questo giovane. Centrato teologicamente (non parla di meritarsi la vita eterna che è sempre dono!), generoso, appassionato. Desidera veramente una risposta, una traccia, un percorso da seguire. Non gli basta quello che già fa.

E, sorprendentemente, Gesù chiede al giovane di osservare i precetti della Legge mosaica. Nessuna novità, nessuna soluzione innovativa: la strada, per lui e per noi, è tracciata da tempo. Osservare i precetti che ci conducono alla felicità, che fanno funzionare le nostre vite seguendo le indicazioni di Colui che ci ha creato.

Non è difficile la vita di Dio, non è per pochi eletti, non è nascosta, ma evidente, praticabile, fruibile. Eppure, l’osservanza delle regole può lasciare la bocca asciutta, un sentimento di insoddisfazione. Possiamo osservare i precetti fin da giovani, ma non essere felici. Occorre osare, andare oltre.

E il Maestro, guardandoci con amore, osa proporre: fatti dono, datti in dono, diventa dono. Come ha fatto Lui. Oseremo seguirlo in questa follia d’amore?

Il giovane se ne va, triste. Così è troppo, non esageriamo. La fede si aggiunge, Gesù, invece, chiede di togliere, spogliarsi, affidarsi. Peccato. No, non è lui il discepolo capace di seguire sul serio il Maestro. Con grande stupore degli apostoli, e nostro.

Quanto sei esigente, Signore! Ma chiedi tutto perché dai tutto.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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