Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 3 Agosto 2020

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A volte il Signore ci deve costringere a salire sulla barca per fare la traversata. Sarebbe cosรฌ bello starcene comodi, seduti ad ascoltarlo, sfamati dalla moltiplicazione dei pani! Perchรฉ scendere dal Tabor?

Perchรฉ affrontare la traversata da soli? Perchรฉ il Signore vuole che cresciamo? รˆ cosรฌ bello fare i neonati spirituali! E, invece il Signore vuole che ci sbrogliamo, che lo affrontiamo il mare delle nostre paure, che ci diamo da fare, che ci rimbocchiamo le maniche.

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Certo: a volte si scatena la tempesta, e temiamo di affondare, di perdere la fede, la vita, travolti dalle nostre paure, dai nostri limiti, dagli eventi della vitaโ€ฆ e allora gridiamo, e il Signore ci raggiunge nel cuore della notte, in mezzo alle onde. Cammina sulle acque, il Signore, domina le grandi onde che sembrano spaventarci, che ci impediscono di avere ancora speranza.

Quando siamo impauriti non sappiamo riconoscere il Signore, ci sembra un fantasma: ci sembra di essere degli illusi, di avere creduto invano, di esserci sbagliati.

Ma, se come Pietro, abbiamo il coraggio di fidarci, ancora una volta, non cammineremo sulle acque tempestose, ma sentiremo la mano di Cristo che ci afferra e ci sostieneโ€ฆ

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