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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Gennaio 2025

Hanno saputo delle voci sul loro famigliare e si sono precipitati a vedere cosa stia davvero succedendo. Hanno saputo in qualche modo che quel loro parente stretto, uno che è sempre stato decisamente strano, diciamo, si è montato la testa e ha iniziato, giù al lago, a fare il rabbino senza esserlo. E che la cosa ha radunato tanta gente – dicono – anche dai villaggi vicini e ha suscitato la curiosità addirittura dalla capitale.

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Da Gerusalemme sono giunti dei rabbini, pare, che lo hanno ascoltato e hanno detto che lui, Gesù, è un indemoniato. Un indemoniato! Bisogna far qualcosa, assolutamente, ne va di mezzo il buon nome della famiglia. Allora affrontano, concitati, il viaggio fino a Cafarnao. Fanno parte del gruppo il clan di Gesù, c’è anche sua madre fra i presenti che cercano di parlare col loro congiunto.

Marco lascia intendere, e più avanti lo espliciterà, che non hanno buone intenzioni: si vergognano di lui, pensano che sia impazzito. Così cercano di far prevalere i legami affettivi, di riportarlo a Nazareth. Ma Gesù non li vuole nemmeno vedere: sa bene quali sono le loro intenzioni.

Gesù chiede ai discepoli, e a noi, di liberarsi da ogni legame, anche da quello di sangue che è pieno di buone intenzioni ma può diventare una gabbia soffocante. Allora propone agli uditori il modello di una nuova famiglia, che è la comunità di coloro che ascoltano e vivono la Parola. Un nuovo legame più forte di quello di sangue, più autentico, legame che, ne sono certo, molti di noi hanno sperimentato.

Ed è esattamente quello che anche noi sperimentiamo: a volte con i fratelli di fede ci sono rapporti più intensi e autentici di quelli che viviamo ogni giorno in casa! Siamo famigliari del Signore, siamo diventati suoi fratelli grazie alla Chiesa, che è la comunità specchio di una nuova umanità, fatta di relazioni autentiche, non giudicanti, non legate ai sensi di colpa ma riflesso dell’Amore che abbiamo incontrato.

Con gioia immensa, oggi, viviamo questa appartenenza: siamo famigliari di Dio e concittadini dei santi!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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