Vangelo di Luca – Gv 3,1-8
Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
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Parola del Signore.
Nicodemo raggiunge Gesù di notte. È un curioso, uno che si pone delle domande, che non si lascia asfaltare dalla vita. Ma ha una reputazione da salvare, è uno dei capi del movimento dei farisei, amato dalle folle per la sua intransigenza, per la sua coerenza alle norme.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Aprile 2025” su Spreaker.E proprio perché curioso si interroga sull’enigma rappresentato da Gesù: certamente non è un profeta perché sembra non rispettare la Torah. Ma, allora, come può compiere dei prodigi? Alcuni suoi amici hanno liquidato la questione sostenendo che Gesù è indemoniato. Lui non ci sta, vuole capire, ma di nascosto, di notte.
E Gesù accetta questo timido inizio. Come quando qualcuno di noi riprende ad andare a Messa ad ascoltare quel prete che dicono essere eccezionalmente bravo. Ma a celebrazione iniziata, stando in fondo alla chiesa: abbiamo una reputazione di ateismo e diffidenza da difendere! E Gesù accetta i curiosi, accetta anche questa piccola scintilla che può far divampare un incendio di cuori.
E l’incontro scatena una serie di domande: è possibile rinascere quando si è vecchi? È possibile ricominciare quando la vita ha messo in evidenza i nostri limiti, ci ha pesantemente misurato e abbiamo l’impressione di essere morti dentro anche se ancora viviamo?
È possibile rigenerare continuamente la fede, come quando ci siamo convertiti, come quando abbiamo sentito per la prima volta, in maniera significativa, l’annuncio del Vangelo? Sì, certo.
Nicodemo è il patrono di tutti coloro che non si arrendono. Che non si lasciano travolgere dei propri evidenti limiti, che non si lasciano scoraggiare dall’evidenza di un mondo che sembra non capire mai e precipitarsi verso il baratro.
Si può rinascere, ma dall’alto. Cioè a partire dal punto di vista di Dio. Nicodemo pensa di avere capito tutto, di avere visto tutto, anche nella fede. È una persona importante, un uomo significativo, un credente che è punto di riferimento per l’intera comunità.
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Ma lui per primo ancora non ha capito e allora cerca. Osa. Imitiamolo: non arrendiamoci mai!
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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