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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Settembre 2024

Erode si chiede chi sia questo Nazareno di cui tutti parlano. Popola le sue notti insonni, si rigira nel letto chiedendosi chi possa essere. Il fantasma del Battista lo inquieta: è morto il profeta, non la profezia.

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Molti altri si pongono domande riguardo all’identità di Gesù: i sacerdoti del tempio, da lontano, lo osservano sospettosi, ma senza preoccuparsi perché hanno ben altro a cui pensare. E i farisei, convinti che Gesù stia dalla loro parte. E i sadducei, infastiditi da questi popolani che diventano profeti. La folla si chiede se non sia lui il Messia, o il profeta Elia risorto o Giovanni il battezzatore.

Ancora oggi molti parlano di Gesù: dopo duemila anni un libro su di lui ancora fa discutere. E Gesù chiede ai suoi discepoli e a noi: lascia stare ciò che pensano gli altri. Chi sono io per te? Cosa dici di me?

Chi sei per noi, Nazareno? Chi sei per noi, Maestro? Quante volte sentiamo parlare di te, nella nostra vita, quante volte sei al centro dei nostri dibattiti, delle nostre riflessioni, delle nostre inchieste. Dopo duemila anni, sei ancora al centro dell’attenzione, come nessun altro personaggio storico è in grado di essere.

Ci stupisce il fatto che un ebreo marginale vissuto duemila anni fa, di cui, tutto sommato, sappiamo ben poco, che non ci ha consegnato alcun testo scritto di proprio pugno sia ancora al centro di aspre discussioni: chi è veramente il falegname che si prese per Dio?

Eppure, ad un certo punto del nostro percorso, ci sentiamo rivolgere la domanda che anche gli apostoli si sono sentiti rivolgere: chi sono io, per te? Non per gli altri, non per un’inchiesta giornalistica, ma personalmente, intimamente, chi è, davvero, Gesù per noi? Stiamo attenti a non dare risposte affrettate o, peggio, da catechismo.

Almeno una volta all’anno, questo vangelo ci provoca: se cercatori di Dio, perché arriviamo finalmente alla professione di fede; se già discepoli, perché togliamo la polvere dal nostro cammino e rimettiamo il Signore Gesù al centro di esso.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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