Partiamo da una considerazione: per capire occorre ascoltare, Per crescere nella conoscenza occorre accogliere con intelligenza e disponibilità.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Luglio 2024” su Spreaker.La nostra contemporaneità si caratterizza per un paradosso insolubile prodotto da una enorme disponibilità di informazioni rese possibile dai nuovi media e dai social. Ma proprio questo enorme accumulo di informazioni diventa un problema: non abbiamo tempo per discernere, per distinguere, per ragionare, per capire e diventiamo superficiali, assecondando la nostra pigrizia mentale.
Figuriamoci, poi, se l’ascolto è rivolto alla parola di Dio, piuttosto complessa, che richiede un minimo di studio e di preparazione per non farle dire delle emerite stupidaggini. L’ignoranza che abbiamo verso la Scrittura è sconfortante ma, come bene diceva san Girolamo: l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo.
Detto questo dobbiamo poi vedere come accogliamo la Parola e la spiegazione fatta da Gesù sulla parabola del seminatore ci aiuta e ci incoraggia. Perché ci sono molti modi di ascoltare. Si ascolta una lezione di scuola, una conferenza che, se non e interessante, scivola via senza lasciare traccia.
Si ascolta un’istruzione importante per il lavoro o per ottenere un risultato. Si ascolta una persona che ci ama e che si svela a noi con passione e autenticità. È il cuore che determina la qualità dell’ascolto. È la passione che stabilisce il tipo di attenzione che riserviamo alle parole degli altri.
E una parola accolta con attenzione, con rispetto, con empatia, certamente produce frutto e frutto abbondante. Parole che ci hanno colpito, magari anche lette, possono averci cambiato la vita, perché ci aprono ad una visione nuova delle cose.
Anche la parola di Dio, spiega Gesù, segue la stessa dinamica. Il primo passo è quello del? ascolto, dell’ accoglienza, cosa che non è affatto scontata. Se pensiamo che quelle parole non abbiano nulla da dirci, difficilmente attecchiranno nel cuore indurito.
Ma se davvero pensiamo che dietro quelle parole ci sia il mistero di Dio, allora il seme germoglierà.
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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