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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Settembre 2025

Vangelo del giorno di Lc 9,7-9

Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

Dal Vangelo secondo Luca

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In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Parola del Signore.

A volte ritornano. Questo deve avere pensato dopo una notte insonne il tragico re Erode Antipa. È confuso, non sa che pensare, vede dei Giovanni Battista ovunque.

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Ucciso uno, ne arriva un altro, peggiore se possibile, quel tale Nazareno che tutti seguono. Ma cosa deve fare un re despota per dormire sonni tranquilli? Che sia Giovanni risorto? O Elia? O il grillo parlante o qualcuno dei tanti moralisti bigotti che rompono le tasche ai tiranni di tutti i tempi?

Sì, è confuso, Erode: aveva ascoltato con un certo favore il profeta Giovanni anche se questi, da buon profeta, non aveva risparmiato nessuna accusa nei suoi confronti, soprattutto per essersi invaghito e avere preso in casa sua cognata, la perfida e astuta Erodiade.

Re fragile e mediocre, nulla a che vedere con il suo spietato padre, Erode vive i suoi giorni nel lusso e nella lussuria. Poco gli importa delle cose di religione, per lui l’essenziale è sopravvivere al giudizio romano.

Sappiamo tutti della brutta fine di Giovanni Battista, decapitato dopo una futile promessa fatta dal re alla figlia della sua amante. Ma la questione del Battista non si è esaurita con la sua morte. La notizia di un nuovo profeta ancora più carismatico turba l’animo del re.

È vero: possiamo stordire la nostra anima e dimenticare di avere una coscienza fino ad asfaltare la nostra interiorità. Ed è esattamente ciò che continuamente ci viene proposto dal nostro mondo iperconnesso che chiede a tutti di dormire sonni profondi, che anestetizza pensiero e senso critico.

Ma, grazie a Dio, a volte, anche un solo raggio di luce si fa strada nei nostri pensieri, attraverso una frase, una persona, un film, un libro, una piccola luce che pone (benedetti e necessari) dubbi e che, magari, produce notti insonni.

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Certo, la conversione è ancora molto lontana ma, almeno, il dubbio si fa strada. E se abbiamo il coraggio di ascoltarlo può salvare la nostra vita, può scuoterci dalle nostre certezze, può spalancarci alla verità. Chiamatela coscienza.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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