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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 luglio 2026

San Giacomo Apostolo, noto anche come Giacomo il Maggiore, era figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni.

Insieme al fratello e a Simon Pietro fu uno dei discepoli più vicini a Gesù.

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Testimoniò eventi importanti della vita di Gesù, come la Trasfigurazione e l’agonia nel Getsemani.

Gesù lo soprannominò, insieme al fratello Giovanni, “figlio del tuono” per l’impetuosità del loro carattere.

Era diretto, coraggioso e con un cuore ardente.

Fu il primo apostolo a subire il martirio, essendo stato fatto decapitare da Erode Agrippa I a Gerusalemme nell’anno 44 d.C.

Il suo corpo si venera nella Basilica di Compostela, in Galizia (Spagna).

Il Santuario di Santiago è meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo.

Gli apostoli non sono come sono talora rappresentati nelle nostre chiese:

  • figure imponenti
  • autorevoli
  • lo sguardo rivolto al cielo
  • le mani giunte
  • compunti e devoti…

Sono stati, come noi, uomini pieni di difetti, con una storia, una famiglia, sogni e progetti.

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Giacomo ha abbandonato suo padre e i garzoni per seguire il predicatore di Nazareth e, nei tre anni vissuti insieme, ha fatto parte, insieme a suo fratello Giovanni e a Pietro, del gruppo ristretto dei destinatari delle parole del Maestro.

Era presente al Tabor e alla resurrezione del figlio della vedova di Naim; eppure, nonostante tanta abbondanza, ha dovuto compiere un cammino spirituale che è passato anche attraverso l’errore e il peccato, come ci racconta la triste pagina che ci propone oggi il Vangelo.

Convinto di far parte di un progetto politico, non ha esitato a sgomitare e a chiedere al suo Signore i primi posti.

Bella lezione per tutti noi: anche se discepoli, portiamo nel cuore il peccato originale che ci spinge al peggio.

Vegliamo, dunque!, e chiediamo a san Giacomo qualche trucco per convertire il nostro cuore affamato di gloria.

E non temiamo se il nostro cammino interiore, spesso, deve passare attraverso l’umiliazione per potere davvero diventare simili a Cristo.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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