Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 3,20-21

I suoi dicevano: «È fuori di sé».
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore.

Si è già fatto pane spezzato, il Maestro, donato totalmente, senza misura, senza calcolo. La sua fama si è diffusa rapidamente, la gente arriva dai dintorni e anche da oltre la Galilea. Tutti lo cercano per ascoltare le sue parole, aspettandosi un gesto, una guarigione, un prodigio.

Non ha un minuto per tirare il fiato, non un luogo dove rimanere da solo… la gente lo aspetta e lo circonda, preme da ogni parte. Marco annota: Gesù non riesce nemmeno a trovare il tempo per mangiare. E, nonostante ciò, non si irrita, non alza la voce, non spintona, non fugge dai paparazzi.

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Rimane, sta, ascolta, accoglie. E pazienza se le ore passano e lo stomaco brontola. La notizia, in qualche modo, arriva fino a Nazareth, dai suoi. Il suo clan, la sua famiglia è preoccupata, scende precipitosamente al lago di Tiberiade: se Gesù è impazzito allora è meglio riportarlo a casa prima che combini guai o, peggio, faccia fare brutte figure ai parenti.

Ed è ancora così oggi: chi vive il Vangelo sul serio, sine glossa, è preso per matto. Se Cristo brucia nel tuo cuore, se la tua vita è cambiata, se l’amore ti spinge a vivere in maniera diversa, sei catalogato, bollato, preso per matto.

Perché il mondo ha altre logiche, altre priorità, altri orizzonti. Siamo cristiani, si, dai, ma con moderazione, senza esagerare, senza eccessi, senza fanatismi. Amare sì, ma a partire dai vicini, da chi ti sta simpatico. Aiutare, certo, ma quelli che poi ti ringraziano e fanno i bravi.

D’altronde, brava gente, chi ama senza porre condizioni un po’ matto lo è. Ora: se ci siamo messi a seguire quel matto di Gesù, se desideriamo imitarne le azioni, seguirne le indicazioni, allora bisogna mettere in conto di essere ritenuti, se non proprio matti, almeno un po’ fuori dal mondo e dalla sua logica.

Amare senza calcolo, fare della propria vita un dono, mettere gli altri prima delle proprie (pur legittime) esigenze (senza diventare zerbini!) è un po’ da fuori di testa, allora come oggi. Sappiatelo.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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