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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2025

Cuore tenero quello del padre del ragazzo epilettico che si avvicina a Gesù per avere un miracolo. E che, messo alle strette dal Maestro che non vuol essere scambiato per un guaritore, chiede, con semplicità, di avere una fede più grande per poterlo guarire.

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Al padre, in fondo, interessa solo la guarigione del figlio, prima di ogni fede, prima di ogni discepolato. Cuore straziato, il suo, affaticato e stanco, che bussa alla porta di ogni fragile speranza e che tenta ogni strada, ogni guaritore, ogni cura.

Cuore arrogante e sciocco quello degli apostoli, ormai convinti di poter imitare il Signore senza sforzo, senza combattimento e preghiera. Come spesso, purtroppo, è il nostro, è il mio, convinti come siamo, in fondo, di non dover disturbare il Maestro, avendo imparato come si fa.

Cuore che si umilia quando scopriamo che no, non siamo in grado di salvare nessuno, di guarire nessuno, di innalzare nessuno.

Cuore esigente, quello di Gesù, che chiede al padre del ragazzo di superare una visione superstiziosa della fede, di non fermarsi alla guarigione, di non contrattare ma di osare, di credere, di volare, di estorcere miracoli.

Eppure, cuore che si lascia convincere davanti alla disarmante fiducia di questo papà, quello del Signore, che cede davanti a tanto affetto, a tanta tenerezza, a tanta disarmante sofferenza.

Cuore paziente, quello di Cristo, che accetta ancora di insegnare a questi svalvolati e incapaci discepoli come seguirlo veramente. A noi svalvolati e incapaci discepoli.

Davanti a tanta grandezza, a tanta misericordia, a tanta bellezza, anche noi chiediamo: credo, ma tu aiuta la mia incredulità!

Aiutami tu ad osare, Signore, aiutami tu a non lasciarmi spegnere quando il dolore di chi amiamo ci lascia attoniti e dubbiosi.

Aiutami tu quando penso di sostituirmi a te e penso di avere fede quando nemmeno so cosa significa credere sul serio.

Sì: credo, ma tu aiuta la mia incredulità! Soccorrimi quando vacillo, guarda alla verità del mio cuore e del mio cammino. Tu sai ogni cosa, tu sai che ti amo.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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