Non ha certo peli sulla lingua il Signore! E smonta tutte le nostre pretese certezze, le nostre conquiste, i nostri progressi spirituali.
Magari lo fa con forza e veemenza ma non sempre chi ti da uno schiaffo di vuole del male e chi ti da una carezza ti vuole del bene…
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Di cosa si tratta? Degli atteggiamenti che, a volte, gli uomini di fede assumono quando diventano punti di riferimento:
- bei vestiti,
- posti riservati,
- titoli onorifici.
Ovviamente Gesù non sta parlando delle innocenti (?) abitudini che hanno anche molti nostri cristiani e sacerdoti. Come cercare un titolo onorifico, compiacersi di essere definito autorità religiosa, pretendere di essere riconosciuti per la propria autorità se non per l’autorevolezza.
Peccati veniali, direte, e avete ragione, a patto che siano apparenza e non sostanza, cedimenti alla Storia e non capricci per affermare un ruolo.
Non ci sono maestri fra di noi, né padri nella fede perché uno solo è il Maestro e uno solo il Padre.
E, criterio che mette i brividi, il Signore chiede a noi suoi discepoli di non imporre sugli altri pesi che noi per primi non siamo disposti a portare.
È forse l’affermazione che più mi interroga, sinceramente: se qualcuno mi chiede un consiglio, se devo esprimere un giudizio lo faccio sempre e solo prendendo come criterio me stesso.
Sono disposto, io per primo, a fare quanto sto consigliando all’altro di fare?
Oppure rischio di essere un buon consigliere di scelte che io per primo non riesco a mettere in pratica?
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Fomentando così la visione, molto ma molto diffusa!, di un cristianesimo fatto di uomini e donne sempre pronti a criticare, a giudicare, ad alzare il sopracciglio senza mettersi di fatto in discussione?
Insomma, il Signore, mannaggia a lui, ci chiede non coerenza a tutti i costi ma credibilità nelle cose che facciamo, anche noi discepoli, anche noi apprendisti, anche noi neofiti.
E se qualcuno esercita un ministero, un servizio, per l’utilità comune, come prete, come catechista, come diacono, rileggiamo spesso questa pagina per non incorrere negli errori che Gesù condanna.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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