Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2020

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Hanno appena decretato la morte di Gesรน, i farisei, e ora chiedono un segno: sconcertante. Giocano con Gesรน, lo ingannano, chiedono delle prove quando, invece, nulla farร  loro cambiare idea.

Hanno deciso che deve morire, si divertono solo per confermare la loro decisione. E Gesรน non ci sta, non porge lโ€™altra guancia, non accetta la provocazione, non dona le perle ai porci. E indica un solo segno: quello di Giona. Giona, il pavido profeta, il vigliacco, che fugge, invece di accogliere lโ€™invito di Dio e predicare a Ninive.

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Ma che, alla fine, accetta con rassegnazione il compito e cammina fra le strade della grande cittร  per invitare a conversione. Ci sono giร  stati i profeti, non abbiamo bisogno di ulteriori stimoli, di nuove prospettive. Ma anche, secondo i padri, Giona che resta per tre giorni nel ventre del pesce, prima di essere riportato sulla terra ferma, e il segno, allora, sarebbe la morte di Cristo per tre giorni nel ventre scuro della morte.

Abbiamo tutte le risorse per credere, per non scoraggiarci, per restare discepoli. Se la regina di Saba ha fatto tanta strada per vedere Salomone e la sua sapienza, molto piรน di Salomone cโ€™รจ quiโ€ฆ

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