Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Febbraio 2026

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Vangelo del giorno di Mt 9,14-15

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

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Parola del Signore.

Il digiuno dei discepoli del Nazareno non è come quello dei discepoli del Battista, sia chiaro.

Giovanni il battezzatore è stato il più grande dei profeti, che ha preparato la venuta del Messia, l’amico dello sposo.

La sua è stata una vita ascetica, severa, un fortissimo richiamo all’essenziale e all’assoluto per tutti, lontano, col suo vivere, dal fasto delle liturgie nel tempio ricostruito.

Come accade ancora oggi, quando fratelli e sorelle rinunciano a farsi una famiglia, alla libertà, al denaro, per mostrare a tutti che Dio può diventare tutto.

Ma se l’attesa è finita ed è arrivato lo Sposo ed è iniziata la festa, come è possibile digiunare?

Chi fa dieta durante un suntuoso pranzo nuziale?

È assurdo! E scortese, peraltro.

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Ma c’è un tempo in cui lo Sposo viene tolto e allora si digiuna.

Da questa considerazione la pratica del digiuno è stata ripresa dai cristiani, in attesa della venuta definitiva del Signore nella pienezza dei tempi.

Per superare momenti di fatica interiore e di tentazione, per sottolineare tempi forti, per ribadire a noi stessi il primato dell’anima.

Ma, sempre, avendo come orizzonte lo Sposo, non i nostri sforzi!

Così, da tempo, la Chiesa propone durante i venerdì di Quaresima la pratica dell’astinenza dalla carne, cui siamo tenuti, se in buona salute e dai 14 ai 60 anni.

Ma non è solo una questione di pratica, spesso il pesce è molto più costoso della carne!, ma di atteggiamento.

All’astinenza dalla carne, cioè tenersi leggeri saltando un pasto, rinunciando al dolce o a qualcosa di particolarmente costoso ed elaborato, possiamo affiancare altre rinunce che oggi risultano più efficaci.

Fare astinenza dai social ad esempio, per fare una bella passeggiata o meditare la Parola, spegnere il televisore per dedicarsi a qualche telefonata ad amici che non si sentono da tempo, spegnere la sigaretta per riscoprire la bellezza del giardinetto sotto casa…

Gesti che ci aiutano a prendere consapevolezza di ciò che siamo e che ci orientano verso l’essenziale.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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