Vangelo di Giovanni – Gv 14,21-26
Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
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Parola del Signore.
Ci siamo innamorati di Cristo e del Vangelo. La Parola è risuonata forte in noi, come un torrente in piena ha invaso il cuore, l’anima, ha illuminato l’intelligenza, ci ha spinto a fare scelte di condivisione, di luce, di pace.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 19 Maggio 2025” su Spreaker.Siamo cambiati grazie al Signore. E amando lui abbiamo scoperto il Padre, ci siamo scoperti amati. Gesù ci permette di accedere al vero volto di Dio, un Dio vicino, compassionevole, esigente perché ci stima, si fida di noi, un Dio totalmente diverso da quello che spesso ci rappresentiamo, burbero e scostante.
L’amore a Cristo che diventa conoscenza del Padre, dice Gesù nel discorso dopo l’ultima cena, permette al Signore di farsi conoscere, di manifestarsi.
È vero, lo sperimento: più mi appassiono al Vangelo, più mi scopro amato, più desidero amare, più conosco i sentimenti di Cristo e il suo progetto sul mondo, su di me, un progetto di salvezza.
Gesù pone un’unica condizione per entrare in comunione con il discepolo: che questi sia disposto ad amare e a farsi amare. Fin qui tutto bene, penserete voi. È vero.
Ma, troppo spesso, il sentimento dell’amore è quanto di più vago possiamo immaginare. Oggi l’amore e, in particolare, l’innamoramento, è al centro della nostra attenzione; quasi sempre, però, decliniamo l’amore solo nella sua componente emotiva.
Gesù è categorico: l’amore si dimostra nell’osservanza dei precetti. Il comandamento, nel Vangelo, diventa la forma dell’amore, l’esplicitazione del sentimento.
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Se un amico dice di essermi molto legato e di volermi bene e mi telefona solo due volte all’anno, ho ragione di dubitare della sua amicizia!
Se amiamo veramente Dio, se da lui ci sentiamo amati, allora concretizziamo questo amore coltivando la nostra vita spirituale.
So per esperienza che questo compito è impegnativo e, a volte, non sappiamo bene come muoverci. Gesù stesso ci offre una soluzione: il dono dello Spirito Santo, che ci permette attraverso la preghiera e la meditazione di capire cosa e come fare per restare fedeli al Signore.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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