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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Maggio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 21, 20-25

Gli studiosi ci dicono che l’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni è stato scritto e aggiunto dai suoi discepoli per rimarcare l’importanza del ruolo di Pietro nella comunità. Le comunità fondate da Giovanni, probabilmente, molto carismatiche e dinamiche, con gli anni si erano rese conto della necessità di organizzarsi, di avere una struttura che armonizzasse lo slancio carismatico.

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E il finale della conclusione è una testimonianza: così come Giovanni ha riferito quanto ha contemplato, i suoi discepoli hanno riferito quanto hanno ascoltato e sperimentato. Ma solo una minima parte perché, scrivono, se avessero scritto ogni cosa il mondo sarebbe pieno di libri.

È vero: ognuno di noi potrebbe scrivere il suo personale Vangelo, raccontare la sua esperienza di Dio, del Dio di Gesù. Ognuno di noi diventa una pagina scritta dell’amore del Padre per tutte le persone che oggi incontreremo sul nostro cammino.

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Pietro si preoccupa di Giovanni. È davvero misterioso questo brano. In teoria, ci dicono gli esegeti, questa conclusione serviva a rasserenare gli animi dei complottisti (allora come oggi) che immaginavano una specie di immortalità di Giovanni.

Ma mi piace osare di più. Ci sono delle vite di fratelli che ci restano sconosciute. Percorsi che riguardano solo Dio, strade particolari che sfuggono alle nostre regole e alle nostre consuetudini. In questo senso leggere questo brano alla vigilia del giorno di Pentecoste ci ricorda che lo Spirito soffia dove vuole e non segue le nostre (legittime e sante) regole.

Gesù risorto ci insegue, ci raggiunge anche dove non immaginiamo, alla fine di ogni sconfitta e delusione, come accade con Pietro. Mille storie, mille vite, mille fedi scaturiscono dall’incontro col Signore, anche attraverso percorsi non abituali.

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Lasciamo fare al Signore, sempre e non restiamo sordi agli appelli interiori dello Spirito Santo. Pensiamo, oggi, a “scrivere” il nostro vangelo, la nostra storia, riconosciamo, oggi, le grandi cose che il Signore fa in noi!

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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