Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 17 Novembre 2025

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Vangelo del giorno di Lc 18,35-43

Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!
Dal Vangelo secondo Luca
 
Mentre Gesรน si avvicinava a Gรจrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandรฒ che cosa accadesse. Gli annunciarono: ยซPassa Gesรน, il Nazareno!ยป.
Allora gridรฒ dicendo: ยซGesรน, figlio di Davide, abbi pietร  di me!ยป. Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perchรฉ tacesse; ma egli gridava ancora piรน forte: ยซFiglio di Davide, abbi pietร  di me!ยป.
Gesรน allora si fermรฒ e ordinรฒ che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandรฒ: ยซChe cosa vuoi che io faccia per te?ยป. Egli rispose: ยซSignore, che io veda di nuovo!ยป. E Gesรน gli disse: ยซAbbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvatoยป.
Subito ci vide di nuovo e cominciรฒ a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore.

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Rassegnati amico cieco, non disturbare Dio, ha altro a cui pensare. Dโ€™altronde, se giร  sei nato menomato, perchรฉ mai dovrebbe ascoltarti proprio ora? รˆ del tutto evidente che Dio ce lโ€™ha con te. Se esiste, insomma. E comunque come fai a chiedergli attenzione, visto che รจ proprio a causa sua se soffri? Lascia stare, meglio star zitti, sopportare, offrire, fai tu. Quante volte ci chiedono di tacere! Quanti ci invitano a lasciar perdere! Molti. Troppi.

Tacere: la fede รจ un retaggio del passato. Tacere: come possiamo ancora credere allโ€™esistenza di un Dio compassionevole? Tacere: come accogliere la testimonianza di una Chiesa compromessa e incoerente? Chi grida infastidisce coloro che pensano di avere le soluzioni. O chi nega che se ne possano avere. Chi grida obbliga a guardare la parte oscena della vita. La sua irrazionalitร , la sua incompletezza, la sua radicale ingiustizia.

Chi grida, vive. Non chi sbraita contro tutti, non chi cerca rissa come accade in questa nostra piccola Italia meschina e piccina. Chi grida il proprio dolore, la propria sete di senso, il proprio desiderio di pienezza. Chi toglie la maschera che abitualmente indossa e lascia emergere il grido profondo, esistenziale, intimo che lo lacera.

Luca specifica: sono quelli che camminano avanti, cioรจ quelli che seguono la via, cioรจ i discepoli. Loro, noi. Cosรฌ come, sempre a Gerico, un altro protagonista, Zaccheo, non riuscirร  a vedere Gesรน a causa della folla che glielo impedisce, come se fosse un muro. E sono di nuovo dei devoti di Gesรน, se non proprio dei discepoli, ad impedirglielo.

A volte noi cristiani diventiamo un ostacolo, un muro, un velo che impedisce ai poveri, agli ultimi, ai peccatori come Zaccheo, ai maledetti come il cieco di oggi, di vedere Gesรน. E gli chiediamo, ipocritamente, di tacere, di lasciar perdere. La Chiesa, invece, deve diventare come il Sicomoro, lโ€™albero su cui appendersi per vedere passare Gesรน. Come quei tali che, obbedendo al Maestro, tornano indietro per recuperare il povero mendicante e portarlo fino al Signore che lo guarisce, restituendolo alla vita.

Non sbraita, il cieco. Grida. Grida perchรฉ la vita lo ha privato di tutto e lo ha messo ai margini, e ora vuole cambiare. E Gesรน lo ascolta. E lo salva.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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