Vangelo di Matteo – Mt 5,43-48
Amate i vostri nemici.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
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Parola del Signore.
Quando leggo pagine come queste prima mi sento a disagio, poi mi irrito e vorrei strapparle, vorrei costruirmi un Vangelo più soft, potabile, leggero… Perché Gesù mi mette all’angolo, ridicolizza la mia pretesa santità, il sentirmi migliore degli altri, dei nemici della fede.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 17 Giugno 2025” su Spreaker.Perché Gesù dice il vero senza urticare, senza offendere, senza schiacciare. Ma se non siamo onesti con noi stessi come possiamo esserlo davanti a Dio?
Allora rileggo queste parole e scoppio a ridere, lodando il senso dell’umorismo del Maestro. Ma quanto mi prendi per il naso, Signore! Quanto hai ragione! Quanto demolisci le mie ansie di santità!
Gesù propone ai suoi discepoli (badate: a chi liberamente sceglie di seguire la sua proposta di vita) una serie di atteggiamenti onesti, paradossali, eccessivi in parte, che applichino nella concretezza il sogno delle beatitudini.
Gesù vive nella concretezza della fede, delle opere, delle scelte le beatitudini che proclama. Benissimo. Solo che, leggendole, spuntano come fiori i nostri sensi di colpa e il nostro senso di inadeguatezza.
No, non siamo in grado di andare così in alto e così a fondo. Alla fine il Maestro sorride (me lo vedo) e ripete una banalità: ma se, alla fine, noi amiamo quelli che ci amano e perdoniamo quelli che ci perdonano e imprestiamo i soldi a quelli che certamente ce li restituiranno, cosa facciamo di così spettacolare?
Cosa ci distingue dalla brava gente infarcita di buon senso? E non è forse ciò che, troppo spesso, è diventato il cristianesimo? Ciò a cui abbiamo ridotto le parole del Vangelo? Facendolo diventare una sorta di manuale per i bravi ragazzi?
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Pregare per i nemici (cominciamo a pregare per gli antipatici…), augurare loro conversione e pace, osare, credere che l’amore cambia tutto è davvero destabilizzante! E Gesù lo ha fatto.
Proviamo, passo dopo passo, senza grandi pretese, a costruire relazioni diverse dalla logica del mondo (a partire dalle nostre comunità! Religiose, parrocchiali, presbiterali…) per vivere almeno un poco l’utopia del Signore.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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