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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Ottobre 2025

Vangelo del giorno di Lc 11,47-54

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.
Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore.

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Non fa sconti a nessuno, il Signore, non usa mezze misure. Il suo parlare è tagliente, irritante, perché svela la verità nascosta, demolisce quell’aura di intangibilità che avvolge coloro che si occupano delle cose sacre, allora come oggi.

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E mena fendenti per convertire, non per sfogare la propria ira, perché non sempre chi ti da una carezza ti vuole bene e chi ti da uno schiaffo ti vuole del male. Anzi: in casi estremi l’amore per una persona si manifesta proprio mettendogli davanti, anche con durezza di linguaggio, una verità che non vuole accogliere, che non vuole ammettere.

Il Maestro è profondamente turbato nel vedere che coloro che dovrebbero avvicinare il popolo alla Torà, invece, lo allontanano, erigono barriere di incenso, pongono ostacoli nella conoscenza del Dio di Israele.

Che tristezza vedere coloro che dovrebbero incendiarsi d’amore e bruciare come delle fiaccole essere invece dei muri che impediscono agli altri di vedere! E Gesù lo dice con foga, con trasporto, travolto dalla passione, non dalla rabbia, riempito di sacro zelo: coloro che hanno la scienza di Dio dovrebbero donarla, condividerla, spezzarla, non usarla per sentirsi migliori, per guardare con disprezzo gli altri, per giocare a fare i santi, i migliori.

Quanta maggiore responsabilità abbiamo noi che abbiamo conosciuto il Signore se non sappiamo mettere da parte la nostra vanagloria per lasciare che sia il suo volto a trasparire e non il nostro!

Questa pagina urticante riguarda anche noi, anche me: perché diventiamo professionisti del sacro, perché ci facciamo avvocati difensori di Dio, perché alziamo il sopracciglio per giudicare quelli che consideriamo lontani dalla fede.

Altro ci chiede il Signore: a chi è stato dato molto sarà chiesto molto di più…

Gioiamo, allora, quando possiamo condividere la conoscenza di Dio, quando assolviamo al mandato di dire di Dio, come ci ha chiesto il Signore.

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E chiediamo perdono al Signore se così frequentemente il nostro comportamento diventa ostacolo alla diffusione del Vangelo!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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