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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Luglio 2024

Sbotta, il Signore, e fa bene. Non sono bastate le sue parole, nessuno ascolta veramente il suo messaggio, nessuno accetta le sue azioni fino in fondo, nessuno lo prende sul serio.

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I professionisti del sacro, quelli che sanno e che credono di credere, lo respingono, impermeabili a qualunque prospettiva, alieni alle critiche, stizziti e altezzosi nella loro (presunta) santità. Come un muro di gomma respingono ogni gesto, ogni ragionamento, ogni evidenza.

E si perdono. Gesù, allora, ammonisce: i pagani, le città maledette, quelle passate alla storia per le loro nefandezze, come Sodoma, riceveranno un trattamento migliore perché scusabili. Inescusabili, invece, sono coloro che, potendolo, non accolgono, non si convertono, tronfi della loro arroganza.

E non è una minaccia, la sua, non una punizione divina, ma la conseguenza delle nostre scelte. Perché succede, e succede, che ci abituiamo alla salvezza, che diamo per scontato tutto quello che abbiamo, che ci sediamo sulla consuetudine e le nostre mille, piccole, devote abitudini.

Siamo cristiani, siamo battezzati, cerchiamo anche di coltivare la nostra spiritualità (così immagino, visto che stai leggendo il Vangelo del giorno). Non dei santi, per carità, ma nemmeno come quelli che sono lontani da Dio, che vivono nel vizio, nel peccato…

Non siamo meglio degli altri, no, ma certamente non peggio! E questa mentalità che tende a giustificarci, a paragonarci agli altri, finisce col farci credere che tutto è dovuto, riducendo la fede a tiepida abitudine.

Gesù, con la forte requisitoria di oggi, ci ricorda che il rischio di anestetizzare la fede è sempre presente. Lo vede nello sguardo e nel giudizio dei devoti del suo tempo, giudicanti verso le città pagane portate per esempio, nella Bibbia, di dissolutezza, inconsapevoli, però, del proprio peccato che è quello del rifiuto di Dio.

Anche quando si manifesta come mai avremmo immaginato. È per noi questa pagina di Vangelo, per me. Anche se urticante.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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