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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 Novembre 2024

Gesù si accorge del clima che si è fatto pesante intorno a lui. Ma non solo. Si accorge del baratro in cui Israele sta precipitando, accecato dalla propria arroganza e dalla rinata vita liturgica del tempio. E ammonisce i suoi contemporanei e noi: attenti a non farci anestetizzare, attenti a non farci imbambolare, stordire. Attenti a non cedere alla lusinga di un mondo che promette e non mantiene, che riempie tutti gli spazi impedendoci di vivere in pienezza.

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Come al tempo di Noè, come con Lot, il rischio è di lasciare che il tempo scivoli via, che la vita si riduca al susseguirsi dei giorni senza poterli riempire di significato e di luce. Dio viene quando meno ce lo aspettiamo, irrompe nelle nostre vite, cerca spazio e accoglienza. E tutti noi a pensare: speriamo di essere lasciati!

Cioè di scamparla in qualche modo… No, invece: speriamo di essere presi! Che Dio, venendo ogni giorno nella nostra vita, ci trovi svegli, desti, pronti ad accogliere il suo abbraccio di luce e di pace!

Non solo: gli studiosi ci dicono che è certamente uno dei detti di Gesù, che proviene direttamente dalle sue labbra: chi cerca di conservare la sua vita la perde, chi la dona la trova, la mantiene. E Luca usa queste parole in un contesto cupo, di fatica, di crisi profonda. Certamente la comunità cristiana è turbata dalla distruzione di Gerusalemme e proprio le comunità lucane, ora, si trovano a confrontarsi con la prima persecuzione.

Sembra la fine di tutto, un nuovo diluvio, una nuova distruzione di Sodoma e Gomorra. Anche a noi, a volte, sembra di vivere un trapasso, un cambiamento radicale di epoca, un tempo di passaggio da un tempo in cui il cristianesimo era la spina dorsale della civiltà a uno in cui appare marginale.

A noi, come ai suoi discepoli, come ai discepoli turbati di Gerusalemme e dell’Asia minore il Maestro ripete: dona la tua vita, ama, costruisci. Anche se tutto sembra finire, non è che un nuovo, luminoso ed intenso inizio. Scopriti amato, scegli di amare.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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