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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 Aprile 2024

No, non è andata come aveva sperato, decisamente. Il Signore pensava, sperava, che la folla fosse capace, che fosse in grado di capire il senso del suo gesto. Il messaggio era chiaro: davanti alla fame del mondo, fame di pane, di amore, di giustizia, mettiti in gioco.

https://youtu.be/PQ2mtwZiSoI

E la folla, davanti a quella sovrabbondanza di pane, ha capito l’esatto contrario: ecco uno che ci risolve i problemi! E lo vogliono fare re. Gesù fugge, turbato: il suo miracolo più eclatante sta per trasformarsi nel peggiore dei suoi miracoli. La folla non capisce, è sbalordita e offesa.

Perché Gesù se ne è andato nel momento esatto in cui stavano per farlo re, dopo lo strabiliante miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci? Fa il sostenuto, lo snob? Lo cercano e, quando lo trovano, restano perplessi perché Gesù, subito, mette le cose in chiaro.

E dice a loro e a noi: voi cercate Dio perché vi sazia, perché sperate che vi risolva i problemi (che quasi sempre siamo in grado di affrontare). Vero: in fondo sappiamo di essere cristiani perché speriamo di averne un qualche tornaconto.

Perché la vita è difficile, in salita, perché non siamo capaci a credere a quanti ci hanno parlato di Dio (non a Dio), ci rasserena, funge da antipanico, ci rilassa. Ma, nonostante gli sforzi, i tanti miracoli che ci stanno attorno, siamo sempre noi a dettare l’agenda a Dio, a dirgli cosa deve fare. Gesù ha appena saziato una folla enorme: chi non lo vorrebbe un Dio così?

Chi non voterebbe un governo che, invece di chiedere soldi per le tasse, regalasse diecimila euro a testa? Così anche con Dio: in fondo crediamo in lui nella speranza che ci sazi, ci risolva i problemi, ci spiani la strada. E Gesù rilancia (antipatico): datevi da fare per cercare il pane che sazia il cuore, non la pancia. Cercate Dio per Dio, non per ciò che vi dona.

Cercatelo per la sua bellezza, per la sua presenza salvifica. E non si tratta, per conoscerlo, di fare qualcosa di particolare, ma di credere. Credere in colui che lo sta rivelando all’umanità: il Signore Gesù.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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