Che vuoi da noi, Nazareno? Non ti basta la nostra fede, la nostra devozione? Non ti basta che andiamo in chiesa, in sinagoga, che facciamo i bravi ragazzi, le belle mascherine, che ci comportiamo come ci viene chiesto? Non ti bastano le tante (troppe) chiese che ti abbiamo costruito e i riti che celebriamo? Non ti basta il fatto che io sia qui a leggere questo vangelo iniziando la mia settimana?
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2025” su Spreaker.No, certo, non gli basta. Perché il Maestro sa che dietro l’apparenza ci può essere un abisso, un vuoto infinito. Sa che anche con Dio possiamo far finta di credere, illudendoci, credendo di credere. Sa.
Che vuoi da noi, Nazareno? La mia vita è già complicata com’è: fatico a farmi accettare, ad amare, vivo spesso nella rabbia o nel vittimismo, tendo a giustificare i miei limiti, sempre. Cosa vuoi ancora? Niente. Dio non vuole niente, non ama come noi, esigendo un contraccambio, è libero totalmente. Ama perché non può che amare, ama perché è la sua natura assoluta.
Che vuoi da noi, Nazareno? Perché la nostra fede, spesso, troppo spesso, è distorta, eretica, assurda. Il Maestro sa che, come l’indemoniato del primo miracolo compiuto nel vangelo di Marco, il primo vangelo ad essere stato scritto, la nostra fede è demoniaca quando vede in Dio un concorrente o un avversario, uno che ci vuole rovinare, quando si riduce a cose da sapere e non da vivere.
E ci libera, da una fede esteriore, inutile, di facciata, di maniera. E sa che le nostre assemblee sono piene di persone che, nel loro cuore, hanno di Dio un’idea piccina.
E l’evangelista Marco, e dietro di lui Pietro, ci ammonisce: il primo miracolo da compiere, la prima guarigione da operare, è all’interno della nostra comunità, non fuori. Senza vedere nemici della Chiesa ovunque, senza fare le vittime di un mondo ostile che non ci capisce.
Sì: liberiamo la nostra visione di fede, torniamo a credere al Dio di Gesù, un Dio felice che ci vuole felici, un Dio che non ce l’ha con me, che non è un concorrente.
+++Commento tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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