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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Giugno 2025

Vangelo di Matteo – Mt 5,27-32

Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

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Parola del Signore.

Gesù ci ricorda che la Torà propone al discepolo un cuore pacificato, che sappia domare il proprio istinto di violenza. Ma chiede, anche, di avere rispetto per le donne, soggetti deboli del tempo.

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In una società maschilista in cui la donna non contava nulla, per un capriccio l’uomo poteva divorziare, rimandando a casa la propria moglie e sottoponendola, annota Gesù, alla vergogna e al rischio di adulterio e di concubinato per poter sopravvivere.

Una legge iniqua, attribuita a Mosè, che Gesù si preoccuperà, più avanti nel vangelo di Matteo, di ribaltare rimettendo tutto sullo stesso piano, quello divino.

Ma qui e ora Gesù propone allo scandalizzatissimo uditorio maschile, una vera e propria rivoluzione: la donna non è più un oggetto da prendere e lasciare, di cui innamorarsi e stancarsi, ma una persona alla pari, con le stesse prospettive, con le stesse dignità.

Ed è assurdo nascondersi dietro la Torà, piegandola ai propri interessi, facendole dire ciò che, invece, Dio non si sognava minimamente di dire.

Gesù afferma che è possibile essere una coppia fedele e felice. Che non è illusorio, folle, impossibile, ma che è desiderio di Dio.

Questo richiede una concezione della coppia tutta particolare, biblica, appunto, al cui interno viene riletta anche la sessualità.

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Una coppia che ha scoperto di condividere la propria anima, di essere dono l’uno per l’altro, semplicemente, non ha bisogno di adulterio! Non ne sente l’esigenza, sente una forte tensione verso il proprio consorte, anche erotica.

In questa prospettiva non è onesta una sessualità che non tenda ad un progetto. Tantomeno la prostituzione!

Gesù vola altissimo: non sta castrando l’uomo cacciatore e amenità del genere, ma propone una nuova relazione uomo/donna che non abbia più necessità di vie di fuga. Una novità tutta e solo cristiana.

Qui non si parla solo della questione del divorzio, ma dell’attenzione all’altro come persona, in tutta la sua prorompente dignità.

Ed un modo tutto nuovo di vivere l’amore di coppia.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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