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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Dicembre 2024

L’Avvento è una gigantesca opportunità che ci regaliamo per verificare la rotta della nostra barca. Sempre che abbiamo ancora il coraggio di stringere forte il timone e non ci lasciamo trascinare dai venti o dalle maree…

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Abbiamo scoperto, grazie al Vangelo, di essere preziosi agli occhi di Dio che si è raccontato in Gesù, di essere amati a prescindere, e abbiamo, finalmente, preso in mano la nostra vita, decidendo dove indirizzarla.

Fare memoria della (ri)nascita di Cristo in noi ci porta, con semplicità, a superare quegli atteggiamenti che ci impediscono di fiorire. Tra questi, sempre più diffuso, c’è quello di chi si lamenta sempre di tutto e di tutti, Dio in primis, perché non si occupa di noi (o come noi vorremmo…).

Siamo sinceri con noi stessi: a volte rischiamo di essere come i bambini osservati da Gesù, capricciosi, eternamente insoddisfatti, vittimisti. Abbiamo sempre da ridire qualcosa sull’operato di Dio che, evidentemente, non è tanto capace nel fare il suo mestiere: dovrebbe intervenire di più, sanare le situazioni, agire, insomma.

Quando qualcosa non funziona nella nostra vita diventiamo lamentosi, irritabili, pensiamo che, in fondo, Dio ce l’abbia con noi e non ne capiamo il motivo. Vorremmo un Dio più determinato, finanche severo, un cristianesimo etereo e mistico, fatto di digiuni e preghiere.

Salvo poi ricrederci e considerare inopportuna una proposta del genere. Allora preferiamo un volto di Dio più compassionevole e misericordioso, salvo poi scandalizzarci dell’eccessiva condiscendenza del Signore. Non siamo mai veramente soddisfatti, sinceramente…

E se, una volta tanto, la smettessimo di fare i capricci e imparassimo a vedere la straordinaria opera di Dio in noi e nella Storia? Se la smettessimo, una volta tanto, di avere una fede infantile, piccina, bambina, per lasciare che il volto adulto e rispettoso di Dio cambi la nostra prospettiva?

Difficile lo so, e anche irritante. Ma questa è la strada. Accogliere un Dio che si fa uomo per imparare a diventare, finalmente, più uomini.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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