È disarmante il discorso del Signore che Luca media da Matteo. Se per Matteo era importante dimostrare il fatto che Gesù riportava la legge degli antichi alla propria origine, senza cambiarne una virgola ma, anzi, sfrondandola di tutti i carichi che l’avevano appesantita, Luca, da pagano, è più preoccupato di rimarcare l’assoluta novità della pretesa evangelica: un atteggiamento accogliente, pacificato (non remissivo), capace di contrastare la logica comune e gli istinti.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Settembre 2024” su Spreaker.E Gesù ha perfettamente ragione: cosa facciamo di così straordinario se amiamo chi ci ama e salutiamo chi ci saluta? Cosa se, alla fine, assecondiamo tutto quello che gli altri fanno senza alcuna differenza? Ma è nel paradosso del dono, della scelta del dialogo, dell’inatteso che si muove il discepolo imitando il Dio che Gesù è venuto a svelare. Perché è la misericordia e solo la misericordia a fare la differenza.
Ciò detto, Maestro, lasciatelo dire: così non vale, non così tanto. Ti vogliamo bene, ascoltiamo i tuoi insegnamenti, cerchiamo anche di viverli al meglio delle nostre possibilità. Hai ragione: spesso la nostra fede è solo buon senso, gentilezza, garbo con gli altri. Hai ragione: non facciamo niente di così speciale, niente di così straordinario che ci differenzi da chi non è tuo discepolo.
Però esageri, dai. Come possiamo, sul serio, vivere quanto chiedi? Porgere l’altra guancia a chi ci schiaffeggia? In un modo soltanto: lasciando che il nostro cuore si riempia del tuo amore, lasciandoci amare fino a debordare. Non sono in grado di salutare il mio avversario, altro che amarlo! Ed è così se è frutto del mio (piccolo) sforzo.
Ma se, invece, io per primo mi scopro amato e perdonato, accolto e trasformato, con quell’amore, che non è mio ma suo, forse posso provare a vivere il paradosso di un amore totalizzante. Perché Dio per primo lo vive. Scoprendomi amato senza condizioni, riempio il mio cuore (frequentando Cristo) e imparo ad amare senza condizioni. Non per sforzo, ma per eccedenza.
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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