Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Giugno 2025

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Vangelo di Matteo – Mt 5,20-26

Chiunque si adira con il proprio fratello dovrร  essere sottoposto al giudizio.

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซIo vi dico: se la vostra giustizia non supererร  quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: โ€œNon uccideraiโ€; chi avrร  ucciso dovrร  essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrร  essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: โ€œStupidoโ€, dovrร  essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: โ€œPazzoโ€, sarร  destinato al fuoco della Geรจnna.
Se dunque tu presenti la tua offerta allโ€™altare e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lรฌ il tuo dono davanti allโ€™altare, vaโ€™ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto dโ€™accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perchรฉ lโ€™avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In veritร  io ti dico: non uscirai di lร  finchรฉ non avrai pagato fino allโ€™ultimo spicciolo!ยป.

Parola del Signore.

Alla luce delle Beatitudini, incendiati dallโ€™amore dello Spirito, diventiamo capaci di osare, di andare oltre, di volare in alto.
Di superare la giustizia degli scribi e dei farisei, dice il Signore, una fede, cioรจ, fatta di piccole regole, di norme da rispettare, di obiettivi da raggiungere.

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Puรฒ lโ€™amore essere rinchiuso in un piccolo cortile?
Puรฒ la gioia che scaturisce dallโ€™incontro con Dio essere ragionevole, ridursi a tiepido buon senso?

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Osa, il Signore, osa ampliare e contraddire le regole umanissime che venivano, perรฒ, attribuite a Dio.
E Gesรน entra nel dettaglio: รจ inutile vantarsi di non essere violenti se poi con la lingua giudichiamo e uccidiamo le persone che ci stanno accanto.

E ricorda a tutti noi che la vita liturgica, la preghiera, la devozione, le nostre celebrazioni suntuose o sono in piena sintonia con la nostra vita o diventano sceneggiata, mascherata, vuota rappresentazione.

Siamo chiamati a presentarci allโ€™altare di Dio con un cuore pacificato e, addirittura, di mettere prima del culto la riconciliazione con il fratello che ce lโ€™ha con noi, dando per scontato (tenero Gesรน!) che non siamo noi ad avercela con qualcuno.

รˆ urticante, questa Parola, perchรฉ ci obbliga a guardarci intorno, a fare il possibile, e lโ€™impossibile, per andare dโ€™accordo con tutti, per crescere nel dialogo e nella discussione.

Quanto stride, in questi nostri tempi, vedere cristiani bruciare di santo zelo ergersi a difensori di Dio e della cattolicitร !
E cosรฌ muovere accuse infamanti e rabbiose non verso i nemici, cosa giร  di per sรฉ assurda, ma verso i proprio compagni di fede!

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In un mondo violento e brutale siamo chiamati a diventare profezia di cambiamento, possibilitร  di un mondo riconciliato, in cui le differenze diventano ricchezza e non pericolo, a partire proprio dalle nostre comunitร  parrocchiali e religiose.

Se noi discepoli del risorto non siamo capaci a vivere in pace, se non siamo capaci di chiedere scusa e di metterci dโ€™accordo, allora chi puรฒ farlo?

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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