- Pubblicità -

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 giugno 2026

Vangelo del giorno di Mt 10,7-13

SAN BARNABA, APOSTOLO – MEMORIA

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date
Dal Vangelo secondo Matteo.

- Pubblicità -

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Parola del Signore.

Gesù non cambia la Legge dei Padri, la riporta alla sua origine. Le ridona quella vitalità che i nostri perbenismi hanno stravolto e soffocato.

I dottori della Legge e i farisei, brava gente, facevano a gara e si sforzavano per essere integri davanti a Dio. Sapevano (pensavano, illusi) di potersi presentare davanti a Dio da primi della classe, da bravi ragazzi, intonsi nella loro rigidità spirituale e morale. Bello, bene, bravi. Solo che Gesù chiede di più, chiede di superare quella giustizia. Di approdare alla misericordia. Di cambiare approccio. Radicalmente.

Il primo tema affrontato in maniera esemplare è quello difficile della violenza e dell’omicidio, peraltro condannato dalla Torà che prevede la pena capitale (Es 20,13;21,12). Gesù amplia l’idea dell’omicidio allargandolo alla maldicenza e al giudizio.

Il discorso del perdono ai fratelli è legato alla tradizione del kippur: Dio perdona i peccati commessi contro di lui ma solo il fratello perdona i peccati commessi al fratello. Non è l’atto a stabilire la gravità di un’azione ma anche la sua intenzione.

Posso vivere e coltivare l’odio senza apparentemente mai commettere un gesto scorretto, così come posso usare la lingua come un’arma affilata e uccidere. Il divieto di uccisione non è limitato all’azione fisica ma anche, e soprattutto, a quella della volontà: posso uccidere col pensiero, con le parole, col giudizio, senza usare un’arma!

Superare la giustizia dei farisei, il calcolo delle cose sante, il bilancino dei fioretti che abbiamo fatto in modo da guadagnarci, se non il paradiso, almeno lo sconto della pena. No, siamo chiamati a fare ben di più, a scoprire cos’è la misericordia.

- Pubblicità -

Come ha saputo fare il grande Barnaba, che oggi celebriamo, il figlio della consolazione, figura centrale della prima comunità, capace di andare a pescare il neoconvertito Saulo, da tutti temuto, e di garantire per lui. Chiediamogli la capacità, nella concretezza del quotidiano, di essere persone che esortano e consolano, non che giudicano e criticano.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

Ascolta anche su Spotify