Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 Marzo 2020 – Mt 23, 1-12

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Non sono brutte persone gli scrivi e i farisei, non diciamo sciocchezze. Anzi, sono persone devote e preparate, che osservano con scrupolo la Legge di Dio e la mettono pratica.

Ma sanno di essere i migliori, pongono distanza dal popolo (necessariamente impuro perchรฉ nemmeno conosce i precetti della Torah), amano essere riconosciuti come santi.

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E, cosรฌ facendo, mettono in secondo piano lโ€™essenziale, sminuiscono ciรฒ che conta davvero. La descrizione impietosa che Matteo fa delle piccole incoerenze che riconosciamo anche in noi ci fanno amaramente sorridere.

Perchรฉ le rivediamo tali e quali fra noi cristiani, nei nostri preti, nei nostri vescovi. Certo, non possiamo cancellare in un colpo solo duemila anni di storia e di inculturazione. Ma chiederci se certi atteggiamenti di riverenza, di ossequio, di prestigio non stridano fortemente col vangelo sรฌ, forse andrebbe fattoโ€ฆ

Viviamo con autenticitร  il nostro servizio alla Chiesa, non abituiamoci mai allโ€™applauso, non cerchiamo (sante e devote) conferme e certezze nei nostri ruoli.

Vigiliamo su noi stessiโ€ฆ

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