Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 Dicembre 2025

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Vangelo del giorno di Mt 11,28-30

Venite a me, voi tutti che siete stanchi.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesรน disse:
ยซVenite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darรฒ ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio peso leggeroยป.

Parola del Signore.

Natale, per molti, รจ diventato un giorno orribile, forse il peggiore dellโ€™anno. Questo a causa delle tante, troppe attese con cui abbiamo caricato questo momento cosรฌ bello e luminoso. Ormai questa festa รจ diventata la festa della famiglia (ideale, quella della pubblicitร ), dellโ€™amore che deborda, delle luci soffuse, dei regali.

Ma i tanti, tantissimi che non hanno la possibilitร  di avere una famiglia, che passeranno il Natale da soli, che non sanno cosa fare se non andare a dormire o aggregarsi a qualche conoscente intenerito dalla situazione, vivono queste emozioni e sentimenti con un dolore straziante.

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Gesรน, in preparazione al Natale, in questo tempo di avvento, ci incoraggia, ci rassicura, ci rasserena. Il Signore offre ristoro, ci chiede di andare da lui per trovare pace allโ€™ansia del nostro cuore, al tormento della vita, al desiderio inespresso che non ci permette mai di essere totalmente realizzati.

Andiamo da lui proprio perchรฉ da nessunโ€™altra parte troviamo riposo, nessuno riesce a colmare la nostra sete di infinito. E il suo giogo รจ leggero. Esiste un giogo, certo, esiste un percorso da seguire, una regola da osservare, una misura da sperimentare.

Il Signore ci colma il cuore e ci rende dolce e semplice osservare le parole che ci portano verso il bene.

In questo tempo estivo, tempo di silenziosa preghiera e di accoglienza, come Maria, come il Battista vogliamo fare ordine nel nostro cuore, vogliamo creare uno spazio in cui Dio possa ancora nascere e crescere.

E ci fidiamo del Signore e di quanto egli ci propone: da lui vogliamo andare per trovare senso al nostro percorso. Andiamo a lui, allora, facciamo di questo Natale un incontro con lui.

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Resterร  il dolore, non banalizziamolo, e la solitudine subita รจ un male terribile. Ma almeno non verremo travolti dalla melassa e dellโ€™ipocrisia che rischia di snaturare completamente il Natale.

Andiamo a lui proprio perchรฉ affaticati ed oppressi, per trovare ristoro. Pe questa ragione Dio si รจ fatto uomo: per diventare consolazione che non ne ha.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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