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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Giugno 2024

Commento al brano del Vangelo di: Mc 11, 27-33

Tremano, i giudici, impallidiscono, i capi, fremono di rabbia, i professionisti del sacro. L’unica loro forza consiste nell’autorità che è stata loro data.

Non sui loro meriti o le loro capacità, non sulla loro coerenza si basa il rispetto delle persone, ma sul timore per la punizione, sulla paura della trasgressione. Aggrediscono Gesù che torna a Gerusalemme, lividi di rabbia per la piazzata fatta al tempio, sfuriata apprezzata dal popolo che ha messo in evidenza gli oscuri interessi della famiglia del sommo sacerdote che lucra sulla vendita degli animali da olocausto.

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Con quale autorità compie quelle azioni, il Nazareno? Non è un levita, non ha studiato la Torah, non è neppure del gruppo odiato ma temuto dei perushim, i puri, i farisei. Non risponde all’ennesima provocazione, il Signore.

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Non ci sta, è stanco, non vuole perdere tempo ed energie dietro a coloro che, pensandosi devoti, sono solo custodi ottusi di una religiosità morta e sepolta. Chiedono timbri, titoli, autorizzazioni a colui che è stato inviato dal Padre per sciogliere il popolo dal giogo di una religiosità imbrigliata in mille, a colui che è venuto a restituire la libertà di amare ai credenti di ieri e di oggi.

E argomenta: risponde a domanda con una domanda, come facevano i rabbini per invitare i discepoli a trovare loro la risposta, per provare a smuoverli, per metterli all’angolo. Se la sua autorità è messa in discussione allora cosa pensare di quella del Battista?

Tacciono, i tronfi, i saputelli. Odiano il Battista che li ha messo in difficoltà ma temono il giudizio del popolo che lo ama. E più delle loro convinzioni conta il giudizio delle persone e il consenso. Allora svicolano, come solo i pavidi sanno fare: forti con i deboli e deboli con i forti.

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Non facciamo lo stesso errore, non arroghiamoci il ruolo di dispensatori di patentini di cattolicità e ortodossia. Smettiamola di dividere il mondo in credenti o non credenti, in devoti o non devoti.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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