Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Aprile 2020 – Gv 8, 31-42

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So giร  tutto, conosco tutto, sono un bravo credente o, perlomeno, non sono delinquente come molti altri, che vuole ancora Dio da me? Il ragionamento รจ quello che fanno i giudei che ascoltano Gesรน i quali pensano di salvarsi per il fatto di essere figli di Abramo.

No, replica Gesรน, non si diventa credenti per abitudine, per nascita. Si diventa discepoli per scelta, dopo un percorso che parte dalla Scrittura per arrivare alla veritร . Una veritร  che si scopre, che riecheggia dentro di noi, nel profondo, piรน forte di ogni dubbio.

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Non cโ€™รจ bisogno di convincersi della veritร , si tratta di accoglierla, di scoprirla in noi stessi. Deposte tutte le obiezioni, riusciamo, nella retta interpretazione della Parola, a sentire riecheggiare il noi la veritร  che ci ha creato. Per noi la veritร  รจ il Signore Gesรน.

E la veritร  ci rende liberi, dice Gesรน. Liberi, senza condizionamenti di nessun genere, liberi per vivere da figli, liberi per essere discepoli del Dio che ama la libertร , liberi per amare. Abbiamo a cuore la veritร , amici, con noi stessi, con gli altri, con Dio.

Facciamone una questione di onore il fatto di essere persone trasparenti e vere, ammettendo anche i nostri limiti.

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