p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 4 Marzo 2021

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Questa parabola รจ una sintesi molto bella e stringata di tutta la storia della salvezza del popolo di Israele. Israele che viene portato alla luce piรน volte da Dio, che viene accudito attraverso i profeti, che viene richiamato tramite i giudici, che viene preso per mano attraverso i giusti del popolo stesso, ma che continuamente uccide i suoi profeti e, soprattutto, tradisce Dio e si allontana dallโ€™alleanza perchรฉ pensa di potere fare a meno di Dio stesso.

La vigna che Dio ha piantato รจ il popolo dellโ€™alleanza, รจ il Regno di Dio. Il proprietario รจ Dio stesso; i servi sono i profeti; i vignaioli sono il popolo di Israele; il figlio รจ Gesรน ucciso fuori dalle mura di Gerusalemme; i vignaioli omicidi sono i giudei infedeli; lโ€™altro popolo, a cui รจ affidata la vigna, sono i pagani.

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รˆ interessante notare, in questo brano, la premura che Dio usa per il suo popolo, lโ€™attenzione nel piantare la vigna; la protezione che gli crea intorno con una siepe perchรฉ gli animali non possano entrarvi a fare danni; la costruzione di un frantoio, un torchio che spreme il frutto della vigna; una torre che serve per depositare i frutti.

Ma Dio non abbandona la sua vigna e il popolo a cui lโ€™ha affidata, continuamente manda i suoi servi per ricordargli da chi viene il dono della terra promessa e della Legge. Questi annunciatori che Dio manda a loro sono maltrattati, rifiutati, uccisi: il popolo non accoglie il memoriale, il ricordo della bontร  di Dio, la vigna da cui nascono i tralci che portano frutto.

Lunga รจ la pazienza di Dio, i suoi tempi non sono i nostri tempi, non ha fretta che il popolo risponda, ma sa attendere oltre ogni speranza. Dopo ogni gesto di bontร  di Dio cโ€™รจ sempre un โ€œmaโ€, il popolo non risponde secondo le attese. Gesรน chiede a quello stesso popolo che cosa dovrร  fare Dio. Il popolo risponde che dovrร  uccidere quei malvagi (che sono loro) e dare la vigna ad altri vignaioli. Non รจ morto nel popolo di Israele il senso di giustizia e della legge, รจ morta la capacitร  di discernimento e di sapere capire dove loro si trovano in quel momento.

Gesรน accoglie questa risposta ma la gira: il rifiuto di questi vignaioli di essere in rapporto con Dio diventa, grazie a loro, motivo di maledizione e di morte, perchรฉ un tralcio che non รจ innestato nella vite muore, si secca e viene bruciato. Ancora una volta vediamo la grandezza di Dio che attraverso il Figlio afferma che, da questo rifiuto di Dio, nascerร  un nuovo popolo basato su Cristo rifiutato e divenuto pietra angolare. Una pietra angolare che identifichiamo nella Croce, fonte di scandalo e di stoltezza e di morte dalla quale perรฒ nasce la vita.

Qui sta ancora una volta la svolta di Dio: la nostra infedeltร  si intreccia con la fedeltร  di Dio. Per Dio tutto nasce dalla sua bontร ; per noi ignoranti, che non sappiamo quello che facciamo e dove ci troviamo, ย si struttura tutto sul nostro egoismo che ci uccide come figli e come fratelli. Al Signore, che rispetta la nostra libertร , non resta che diventare il Fratello su cui si scarica la nostra violenza, per restituirci ancora una volta, nel suo amore, la nostra veritร  di figli. รˆ una soluzione da Dio: anche chi si oppone a lui, non fa che eseguire il suo disegno.

La storia รจ una continua manifestazione del mistero di un Dio che vince il nostro male portandolo su di sรฉ, e fa del nostro piรน grande delitto, lโ€™uccisione del Figlio, la sua mirabile opera di salvezza per tutti. Il brano ci presenta il braccio di ferro che nella storia si snoda tra il potere dellโ€™uomo, che รจ violenza distruttiva e autodistruttiva, e quello di Dio, che รจ amore piรน forte della morte nella sua debolezza.

Nellโ€™uccisione del Figlio tutto si compie: sia la nostra perversitร  che la sua bontร . Il nostro male esaurisce la sua carica distruttiva, togliendo la vita allโ€™autore della vita: e Dio si manifesta tale, donando la sua vita a noi che gliela rubiamo. Nellโ€™uccisione del Figlio otteniamo davvero la sua ereditร : abbiamo tra le mani il frutto che ci fa simili a Dio. ย ย ย ย ย ย ย 

Di fronte a questa ulteriore manifestazione della bontร  di Dio i capi rispondono anzichรฉ con un momento di discernimento sulla loro vera realtร  e identitร , con la violenza e la paura, non con la libertร . Da qui nascerร  un nuovo popolo.

Questo brano lo possiamo benissimo applicare anche a noi Chiesa. Non รจ una parabola fatta solo per il popolo di Israele. Anche noi Chiesa uccidiamo Cristo e lo rifiutiamo. Anche a noi Chiesa continuamente Dio Padre manda dei profeti che noi uccidiamo, emarginiamo, esiliamo. Solo una frase di p. Turoldo alla fine di questa riflessione: โ€œMi hanno insegnato il Vangelo e poi mi hanno proibito di viverloโ€.ย 

Sarร  questo il nostro destino di Chiesa? Anche a noi verrร  tolta la vigna?ย  Domandiamo la grazia del discernimento e della conversione, soprattutto per i preti e i vescovi che troppo spesso si credono possessori di un Cristo che non conoscono piรน e che non amano piรน con passione, riducendolo solo ad un dovere o a un Diritto, seppur Canonico! Preghiamo per loro e per la Chiesa tutta!


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM

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