Dice il Signore: “Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo, con una perla sola della tua collana! Quanto sono soavi le tue carezze, sorella mia, sposa, quanto più deliziose del vino le tue carezze. L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi” (Cantico dei Cantici 4, 9-10).
Non un gesto per dovere, non un gesto di convenienza, solo un gesto di amore che riempie la casa. È profumo di nardo, nardo prezioso che cresce in India sopra i 5.000 m. è profumo di nardo puro, genuino come genuino è l’amore di Maria per Gesù e come è gioioso l’amore di Gesù per Maria. Tutto richiama la passione ormai prossima del Signore. Ma il richiamo non è un richiamo di dolore quanto invece un richiamo di amore, un amore profumato appunto.
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Lo Sposo Gesù è tutto avvolto, compreso e preso da questo profumo vitale di amore. Il profumo è l’essenza dell’amore e il nardo puro e genuino è segno di quell’amore genuino e puro di Maria per Gesù. Un amore puro e genuino che è il cuore della Passione del Signore Gesù. La sua morte è atto di amore profumato, non un patibolo. E tutto il profumo amorevole del nardo, simbolo dell’amore di Maria e del dono di Gesù, impregna la casa della sua presenza.
È profumo di nardo autentico come autentico è l’amore di Maria e l’amore di Gesù. E l’amore autentico non può che essere fedele.
Un profumo prezioso non tanto perché è valutato 300 denari, la paga di un anno di un operaio, quanto invece perché sprigiona amore da tutti i pori. È un amore immisurato, e la non misura, lo sappiamo, è l’unica misura dell’amore.
Lo sposo va a Gerusalemme per donare la propria vita e Maria accoglie questo amore e Maria ricambia questo amore con gesti semplici ed intimi.
Gesù laverà con l’acqua i piedi ai discepoli che è gesto di amore fra sposo e sposa. Maria lava i piedi di Gesù con profumo che è segno di gioia e di vita. Ed è segno di gioia e di vita, questo amore donato, perché di amore si muore, si muore per dono!
È grazie a Maria che l’Amore viene amato e vive. È lei che compie per Gesù ciò che Gesù farà per noi. L’incontro fra Maria e Gesù è un incontro di amore che sprigiona un profumo di accoglienza, un profumo che riempie la casa della sua presenza e della sua essenza.
Un cuore è rapito, quello di Gesù. Un cuore è accarezzato da Maria e unto di amore profumato. La casa della vita si riempie di quel profumo vitale che è segno del dono di amore della propria vita, e promessa di risurrezione. Perché dall’amore donato non può che sbocciare quel fiore di resurrezione che non nega la morte ma la porta a compimento come dono totale di sé stessi.
La festa nella casa, non nel tempio, è piena. È piena perché le relazioni quotidiane che formano la nostra identità, traboccano di gioia e hanno occhi che sprizzano felicità.
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Gesù ama, Dio ama, Maria ama: tutto non può che sprigionare amore. Non più lutto e morte e odore di cadavere per la morte di Lazzaro, ma profumo di vita e di amore per un dono che non può essere cancellato da nulla e da nessuno, perché le acque non possono spegnere la fiamma dell’amore, non lo possono travolgere.
Tutto è compiuto, dirà Gesù sulla croce. Tutto è riempito di amore è lo stupore degli abitanti della casa di amore che è Betania. Il profumo che è segno di presenza del regno di Dio, regno di servizio e di amore.
E noi siamo chiamati alla vita, alla risurrezione, ad essere dono di amore, cioè profumo di nardo genuino che sale a Dio.
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