La situazione che ci presenta Luca in questo capitolo ventunesimo, non รจ delle piรน esaltanti. Eppure, in questa situazione cosรฌ devastante, Luca vede un germe di speranza. In questa realtร , che non รจ proprio delle piรน belle, Luca ci mostra la speranza della primavera.
Non riesco a capire se Luca รจ un inguaribile ottimista oppure se lโevangelista guarda la realtร con altri occhi. Forse Luca รจ talmente preso da Dio che vede con i suoi occhi e volge sulla realtร uno sguardo che รจ lo sguardo di Dio.
Gerusalemme sta per essere distrutta perchรฉ accerchiata da ogni parte da eserciti. Come la Chiesa sta per essere distrutta accerchiata dal male e dal male che essa stessa esprime. Eppure per Dio questo รจ il momento della sua venuta, questo รจ il momento della speranza.
Lโinvito รจ chiaro: โquando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perchรฉ la vostra liberazione รจ vicinaโ.
Quando accadranno queste cose, โosservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando giร germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai lโestate รจ vicinaโ.
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Questa estate testimoniata dai germogli รจ qui in mezzo a noi, รจ qui vicino a noi. Come si fa a vedere lโestate e la primavera, ai nostri giorni, ci diciamo noi! Come si fa a non accorgerci che lโestate รจ vicina, รจ ormai prossima, รจ qui oggi, ci dice Dio. Vi sono dei segni di rinascita in mezzo a questo mondo in subbuglio, dove le antiche certezze vengono spazzate via lasciando spazio solo a Dio e alla Buona Notizia.
Vi sono ogni giorno, non ne dubito, tanti uomini e tante donne, ma anche se fossero pochi cosa cambierebbe nel fatto che amano e che vivono bellamente la loro testimonianza? Gente di ogni razza e di ogni religione, di ogni partito e di ogni nazione che cerca il bene.
Sono cose piccole, germogli appunto, ma germogli che portano vita. I dinosauri, le cose grandi, si sono estinti e portano solo ad estinzione.
I germogli, le cose piccole, fanno nascere rami e alberi nuovi che portano la vita.
Oggi non domani, il germoglio della vita di Dio sboccia e matura. Oggi, non domani, il mistero della rivelazione si attua e viene annunciato. Oggi, non nel futuro, tanti testimoniano il bene che hanno ricevuto e vivono la loro testimonianza di vita.
Ma la realtร รจ drammatica, dicono tanti! ร vero. Ma sotto la cenere della drammaticitร vi sono le braci della vita di Dio che ardono. La cenere puรฒ essere poca o tanta, non importa, ma le braci ardono.
La cenere, che noi vediamo negativamente perchรฉ rischia di soffocare il fuoco, protegge le braci e le tiene vive, non permette loro che brucino in fretta finendo presto la loro funzione. La cenere, tutte le negativitร della vita, ha una funzione che non possiamo piรน negare. Ciรฒ di cui abbiamo bisogno non รจ tanto quello di eliminare le negativitร del mondo o la cenere sulla brace. La cenere, come le negativitร del mondo, ci ricorda che cโรจ del bene in questo mondo. Ci ricorda che se cโรจ della cenere allora significa che cโรจ stato un fuoco e che, da qualche parte, le braci ardono.
Quello di cui abbiamo bisogno รจ di gente di speranza che sa vedere con gli occhi di Dio le braci sotto la cenere. Dei vedenti che ogni giorno scostano un poโ di cenere fino a che le braci vengano allo scoperto e che, quando saranno allo scoperto, continuano a lavorare con pazienza e amore portano qualche rametto o qualche ciocco di legno per alimentare di nuovo il fuoco. Non un grande fuoco che consuma e disperde il calore, ma un piccolo fuoco di speranza che mantiene un bel tepore con la coscienza che quel piccolo fuoco di speranza chiede di essere alimentato ogni giorno.
I grandi fuochi illudono che le cose siano risolte una volta per sempre. I piccoli fuochi si vedono, si vede la loro limitatezza, si vede la loro fragilitร , si riconosce al volo la necessitร di alimentarli ogni giorno. Intorno ad un piccolo fuoco cโรจ vita e fraternitร , cโรจ famiglia. Intorno ad un piccolo fuoco cโรจ sempre un posto libero per il fratello che chiede ospitalitร , unโospitalitร che parla di speranza e di caritร .
ร proprio vero quanto ci dice il Signore, per questo ripetiamo con Lui: โIn veritร io vi dico: il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passerannoโ.
AUTORE: p. Giovanni Nicoli
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