Sono andate al sepolcro, le donne, per compiere un pio esercizio di tumulazione e di visita ai defunti, di preghiera per il defunto.
Sono andate al sepolcro per incontrare la morte e per custodirla come ultima sicurezza di vita. Ridateci almeno il suo corpo per poterlo visitare e pregare. ร il desiderio che spesso noi esprimiamo di fronte alla morte di un caro, magari disperso. Ridateci almeno il morto, ridateci la morte. La morte, pur accantonata, sembra essere lโunica e lโultima sicurezza della nostra esistenza. Costruiamo anche dei mausolei sulla morte e per i morti.
Ma il Signore non รจ qui, non รจ tra i morti ma รจ tra i vivi. Ma come cercare un morto tra i vivi? Dove cercarlo?
Un morto รจ una sicurezza, un risorto unโincognita. Sarร vero o non sarร vero? Ma la risurrezione รจ poi cosa reale? Nessuno lโha mai sperimentata. Non vi sono le prove.
La morte รจ cosa certa, pur negata; ne abbiamo le prove ogni giorno. La morte รจ qualcosa che possiamo palpare, la risurrezione no. La risurrezione puรฒ essere solo fonte di fantasia. La risurrezione รจ storia inventata dai discepoli che hanno trafugato il corpo del Signore per potere mettere in giro una bella storia su cui costruire tutto il loro potere.
Eppure le donne credono. Sono disponibili ad abbandonare la loro sicurezza sulla morte. Con timore, รจ vero, ma anche con gioia grande. Con timore perchรฉ troppo grande รจ lโevento e non si sa mai, un poโ di prudenza in questi casi non guasta. Ma con gioia grande, perchรฉ troppo bella, anche se ha dellโincredibile questa notizia.
La disponibilitร a credere, la gioia del credere, fuga da indecisioni e incertezze. Il lasciarsi dietro le spalle le nostre esperienze di morte, il lasciare dietro di noi le nostre certezze di morte, il lasciare cadere le squame delle nostre certezze mortifere dai nostri occhi, ci apre allโincontro.
Riusciamo ad udire la voce del Signore che dice cose semplici: โSalute a voiโ. Riusciamo a vedere, abbracciare e ad adorare, baciare.
La conseguenza dellโincontro รจ lโannuncio, รจ la testimonianza: โAndate e annunciate ai miei fratelli che vadano in Galilea, lร mi vedrannoโ.
Figuriamoci delle donne che annunciano ai discepoli, in quei tempi. Ma anche oggi: delle donne o dei laici che annunciano a dei preti, ai vescovi e al Papa. Non รจ possibile: perchรฉ noi, noi preti siamo del mestiere. I laici non sono preparati, รจ meglio che stiano zitti. Come se noi fossimo i padroni della fede e ancor piรน i padroni della vita, i padroni dellโesperienza vitale di Dio. Quanti guai abbiamo combinato nella storia della chiesa a causa di questa falsa convinzione.ย
Lasciamo le nostre certezze di morte. Viviamo la nostra morte ogni giorno perchรฉ nellโincontro con il Risorto questa morte possa lasciare cadere le sue certezze e, nel duello con la vita, alla vita possa cedere il passo. A quella vita eterna che non significa che non finisce mai, quanto invece che รจ vita di Dio, vita non dal fiato corto, ma vera e totale.
A noi la scelta: essere custodi di morte, come i soldati e i Giudei con loro, o divenire testimoni di vita come le donne che vanno e ritornano dal sepolcro con gioia grande.
Le donne andarono a cercare un morto ed incontrarono un vivo. Erano andate al sepolcro, ultima dimora di ogni uomo, ed incontrarono lโangelo annunciatore della risurrezione. Lโangelo che dice loro. โVoi non abbiate pauraโ, come lo sono le guardie che erano terrorizzate per quanto era avvenuto.
Non abbiate paura, venite a vedere dove era deposto. Ebbene ora andate ad annunciare la Buona Novella: il Signore รจ risorto e vi aspetta in Galilea.
Il sepolcro, luogo di raduno delle donne, viene abbandonato in fretta. Il sepolcro, luogo del ricordo, nel momento in cui viene visto vuoto diventa memoriale di quanto avvenuto. Il sepolcro vuoto diventa luogo di annuncio: il Signore รจ risorto come aveva promesso.ย Il sepolcro, ultima consolazione per chi ha perso i suoi cari, diventa luogo di speranza. Non piรน luogo dove almeno posso piangere le sue spoglie, ma luogo di speranza perchรฉ vedo che quelle spoglie non ci sono piรน. Le spoglie consolatorie diventano, nella loro assenza, strumenti di speranza e di vita: รจ risorto.
Le donne corrono. Corrono perchรฉ il cammino, il cammino fatto di fretta, รจ segno di una fede non chiusa e non racchiusa. Il cammino fatto di corsa รจ segno di una fede che freme. In ogni momento che capisco e che colgo, mi muovo e vado verso. Il cammino della fede รจ segno di vita perchรฉ abbandoniamo le vecchie certezze, per la vita nuova. Non piรน un sepolcro ma una tomba vuota, la risurrezione.
AUTORE: p. Giovanni Nicoli
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