Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 15 giugno 2025.
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Trinitร : Dio solitario o Dio comunione?
Qual รจ la carta dโidentitร dei cristiani? Quale caratteristica li distingue dai seguaci delle altre religioni?
Non lโamore al prossimo: anche gli altri โ lo sappiamo โ fanno del bene. Non la preghiera: anche i musulmani pregano. Non la fede in Dio: lโhanno anche i pagani. Non basta credere in Dio, importante รจ sapere in quale Dio si crede. ร un โqualcosaโ o un โqualcunoโ? ร un padre che vuole comunicare la sua vita o un padrone che cerca nuovi sudditi?
Gli Islamici dicono: Dio รจ lโassoluto. ร il creatore che abita lassรน, governa dallโalto, non scende mai, รจ giudice che attende per la resa dei conti.
Gli Ebrei โ al contrario โ affermano che Dio cammina con il suo popolo, si manifesta dentro la storia, cerca lโalleanza con lโuomo.
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I cristiani celebrano oggi lโaspetto specifico della loro fede: credono in un Dio Trinitร . Credono che Dio รจ il Padre che ha creato lโuniverso e lo dirige con sapienza e amore; credono che egli non รจ rimasto in cielo, ma, nella sua immagine, il Figlio, รจ venuto a farsi uno di noi; credono che egli porta a compimento il suo progetto di amore con la sua forza, con il suo Spirito.
Ogni idea o espressione di Dio ha una ricaduta immediata sullโidentitร dellโuomo.
In ogni cristiano deve essere riconoscibile il volto di Dio che รจ Padre, Figlio e Spirito. Immagine visibile della Trinitร devโessere la chiesa che tutto riceve da Dio e tutto gratuitamente dona, che รจ tutta proiettata, come Gesรน, verso i fratelli, in un atteggiamento di disponibilitร incondizionata. In essa la diversitร non รจ eliminata in nome dellโunitร , ma รจ considerata un arricchimento.
Si deve cogliere lโimpronta della Trinitร nelle famiglie divenute segno di un autentico dialogo dโamore, dโintesa reciproca e di disponibilitร ad aprire il cuore a chi ha bisogno di sentirsi amato.
Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โIl tuo volto io cerco, Signore, non nascondermi il tuo voltoโ.
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che ora ha il cuore purificato dal suo sangue e il corpo lavato dallโacqua del Battesimo รจ ad essere fedele, a non vacillare nella professione di questa speranza (vv. 21-23).
Vangeloย (Gv 16,12-15)
In quel tempo, disse Gesรน ai suoi discepoli:ย 12ย โMolte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.ย 13ย Quando perรฒ verrร lo Spirito di veritร , egli vi guiderร alla veritร tutta intera, perchรฉ non parlerร da sรฉ, ma dirร tutto ciรฒ che avrร udito e vi annunzierร le cose future.ย 14ย Egli mi glorificherร , perchรฉ prenderร del mio e ve lโannunzierร .ย 15ย Tutto quello che il Padre possiede รจ mio; per questo ho detto che prenderร del mio e ve lโannunzierร โ.
ร la quinta volta che, nel Vangelo di Giovanni, Gesรน promette di inviare lo Spirito ed afferma che sarร lui a portare a compimento il progetto del Padre. Senza la sua opera gli uomini non potrebbero mai essere in grado di accogliere la salvezza.
Il brano inizia con le parole di Gesรน: โMolte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il pesoโ (v.12). Questa frase potrebbe suggerire lโidea che Gesรน, essendo vissuto pochi anni, non ha avuto la possibilitร di trasmettere tutto il suo messaggio. Allora, per non lasciare a metร la sua missione, bruscamente interrotta dalla morte, avrebbe inviato lo Spirito a insegnare ciรฒ che ancora mancava.
Non รจ questo il significato.
Gesรน ha affermato chiaramente che non ha altre rivelazioni da fare: โTutto ciรฒ che ho udito dal Padre lโho fatto conoscere a voiโ (Gv 15,15) e nel Vangelo di oggi dice che lo Spirito non aggiungerร nulla a ciรฒ che egli ha detto: โnon parlerร da sรฉ, ma dirร tutto ciรฒ che avrร udito; prenderร del mio e ve lโannunzierร โ (vv.13-14). Non ha il compito di integrare o ampliare il messaggio, ma di illuminare i discepoli per far loro comprendere, in modo corretto, ciรฒ che il Maestro ha insegnato.
La ragione per cui Gesรน non spiega tutto, non รจ la mancanza di tempo, ma lโincapacitร dei discepoli a โportare il pesoโ del suo messaggio. Di che si tratta? Qual รจ lโargomento troppo โpesanteโ per le loro deboli forze?
ร il peso della croce. Attraverso le spiegazioni ed i ragionamenti umani รจ impossibile arrivare a capire che il progetto di salvezza di Dio passa attraverso il fallimento, la sconfitta, la morte di suo Figlio per mano di empi; รจ impossibile capire che la vita viene raggiunta solo passando attraverso la morte, attraverso il dono gratuito di sรฉ. Questa รจ la โveritร totaleโ, molto pesante, impossibile da sostenere senza la forza comunicata dallo Spirito.
Nella prima lettura abbiamo considerato il progetto del Padre nella creazione, nella seconda ci รจ stato spiegato che questo progetto viene realizzato dal Figlio, ma non sapevamo ancora che il cammino che porta alla salvezza sarebbe stato non solo strano, ma addirittura assurdo. Ecco la ragione per cui รจ necessaria lโopera dello Spirito. Solo lui puรฒ spingerci ad aderire al progetto del Padre ed allโopera del Figlio.
Egli vi annunzierร le cose future (v.13). Non si tratta โ come affermano i Testimoni di Geova โ delle previsioni sulla fine del mondo, ma delle implicazioni concrete del messaggio di Gesรน. Non basta leggere ciรฒ che รจ scritto nel Vangelo, รจ necessario applicarlo alle situazioni concrete del mondo dโoggi. I discepoli di Cristo non si inganneranno mai in queste interpretazioni se seguiranno gli impulsi dello Spirito, perchรฉ egli รจ lโincaricato di guidare โalla veritร tuttโinteraโ (v.13).
A chi si rivela lo Spirito?
Tutti i discepoli di Cristo sono istruiti e guidati dallo Spirito: โQuanto a voi โ scrive Giovanni โ lโunzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestriโฆ State saldi in lui, come essa vi insegnaโ (1 Gv 2,27).
Negli Atti degli Apostoli, un episodio mostra il modo e il contesto privilegiato in cui lo Spirito ama manifestarsi.
Ad Antiochia, mentre i discepoli sono riuniti per celebrare il culto del Signore, lo Spirito โparlaโ, rivela i suoi progetti, il suo volere, le sue scelte (At 13,1-2). Preghiera, riflessione, meditazione della Parola, dialogo fraterno creano le condizioni che permettono allo Spirito di rivelarsi. Egli non fa piovere miracolosamente dal cielo le soluzioni, non riserva le sue illuminazioni a qualche membro privilegiato, non si sostituisce agli sforzi dellโuomo, ma accompagna la ricerca appassionata della volontร del Signore che i discepoli fanno insieme.
Ecco perchรฉ, nella chiesa primitiva, ognuno era invitato a condividere con i fratelli ciรฒ che, durante lโincontro comunitario, lo Spirito suggeriva per lโedificazione di tutti (1 Cor 14).
Egli mi glorificherร (v.14). Glorificare per noi vuol dire applaudire, esaltare, incensare, magnificare. Gesรน non ha bisogno di queste onorificenze.
Egli viene glorificato quando si attua il progetto di salvezza del Padre: il malvagio diviene giusto, il misero riceve un aiuto, chi soffre trova conforto, lโinfelice riprende a sperare e a credere nella vita, lo storpio si rialza e il lebbroso viene reso puro. Gesรน ha glorificato il Padre perchรฉ ha compiuto lโopera di salvezza che gli era stata affidata.
Lo Spirito a sua volta glorifica Gesรน perchรฉ apre le menti ed i cuori degli uomini al suo Vangelo, dร loro la forza di amare anche i nemici, rinnova i rapporti fra le persone e crea una societร fondata sulla legge dellโamore. Ecco qual รจ la gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito: un mondo in cui tutti siano suoi figli e vivano felici!
Nel sito Settimana News sono presenti anche i commenti alla prima e seconda lettura.
