p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di mercoledì 16 aprile 2026

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PAROLE DI MIELE

Gv 3,16 -21

Dio ha tanto amato
il mondo
da dare il Figlio unigenito
,
perché chiunque
crede in lui
non vada perduto
ma abbia la vita eterna.

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Siamo al versetto centrale
del vangelo di Giovanni,
a uno stupore
che rinasce ogni volta
davanti a parole buone
come il miele,
tonificanti come
una camminata
in riva al mare,
fra spruzzi d’onde
e aria buona respirata
a pieni polmoni:

Dio ha tanto amato
il mondo…

Gesù sta dicendo
a Nicodemo, e a noi:
Dio ha considerato
il mondo
,
anzi ogni uomo,
più importante
di se stesso
.

Per acquistare me,
ha perduto se stesso
.
Follia della croce.
Follia d’amore.

QUI possiamo
RINASCERE
.

Ogni amato nasce
dal cuore di chi lo ama
.

Nasce alla fiducia,
alla speranza,
alla voglia di amare,
di vivere, di custodire
e coltivare
persone e cose,
e ogni più piccolo
giardino di Dio.

Rinascere dall’alto,
guardando le cose
in modo nuovo,
da un pertugio
apertosi in alto,
da una prospettiva alta:
il cuore di Dio.

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Vi invito a gustare
la bellezza
di questi
verbi al passato:
Dio ha amato,
il Figlio è dato.

Mi dicono
non una speranza
(Dio ti amerà),
ma un fatto sicuro:
Dio è già qui,
ha intriso di sé il mondo,
e il mondo
è imbevuto di lui.

A prescindere da me,
indipendentemente
da me,
senza condizioni,
senza clausole.

Che io sia amato
dipende da Lui,
non dipende da me
.

La salvezza è
che Dio mi ama
,
non che io lo amo.

Noi non siamo cristiani
perché amiamo Dio.
Siamo cristiani
perché crediamo
che Dio ci ama
.
Prima di ogni
nostra risposta.

Ciò che devo fare è
non mettere dighe,
barriere fra me e
il torrente impetuoso
dell’amore di Dio.

Ha tanto amato
da dare suo Figlio
.

Nel vangelo il verbo AMARE
si traduce sempre
con un altro verbo,
semplice, asciutto,
concreto, fattivo:
il verbo DARE.

Amare nel vangelo
non è un fatto di emozioni,

come l’intenerirsi
per la primavera,
i fiori o i cuccioli,
ma è un fatto di mani,
un “dare”
:

mani che offrono aiuto,
che spezzano il pane,
che porgono
un bicchiere
d’acqua fresca.

Buona giornata, allora.
E SAPPIATEVI AMATI!

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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