p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di mercoledì 14 Maggio 2025

Commento al brano del Vangelo di: Gv 15,9-17

Data:

- Pubblicità -

AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI IN RECIPROCITÀ

Leggi questo brano
e ti pare la culla dove
è teneramente custodita l’essenza del cristianesimo.

Tutto inizia da un fatto:
tu sei amato (come il Padre ha amato, così io ho amato), da cui consegue un altro fatto:

ogni essere vivente respira non soltanto aria,
ma amore e comunità (rimanete nel mio amore).

Se questo respiro cessa, non vive, e tutto converge verso una meta dolce e amica: questo vi ho detto perché la gioia vostra sia piena, perché giunga al colmo.

L’amore è un nome che brucia su tutte le labbra,
e la gioia è un attimo immenso.
Ma Gesù indica
le condizioni per dimorarvi: osservate i miei comandamenti.

- Pubblicità -

Roba grossa.
Questione che riempie
o svuota la vita.

L’amore è da prendere
sul serio,
ne va della nostra gioia.

Anzi, ognuno di noi vi sta giocando, consapevole o no, la partita della propria eternità.

Io però faccio fatica a seguirlo:
l’amore è sempre
così poco,
così a rischio,
così fragile.

Faccio fatica perfino a capire in cosa consista l’amore vero,
dove si mescola tutto: passione, tenerezza, lacrime, paure, sorrisi, sogni e impegno concreto.

- Pubblicità -

L’amore è sempre meravigliosamente complicato e sempre imperfetto, cioè incompiuto.

Sempre artigianale,
e come ogni lavoro artigianale chiede mani, tempo, cura, regole:
se osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore.

Ma come, Signore,
chiudi dentro i comandamenti l’unica cosa che non si può comandare, l’amore?

Mi scoraggi:
il comandamento è regola, costrizione, sanzione.
Un guinzaglio che mi strattona.
L’amore invece
è libertà, creatività.
É divina follia!

Gesù non chiede semplicemente di amare, no! Non gli basta.
Ci sono anche amori violenti e disperati,
amori tossici, e lui vuole
di più: amatevi gli uni gli altri in reciprocità,
in un faccia a faccia che
si prende cura dell’altro.

Non si ama l’umanità in generale, si amano le persone singolarmente,
ad una ad una.

E poi scrive la parola che fa la differenza: amatevi come io vi ho amato.

Lo specifico del cristiano non è amare, questo lo fanno in tanti e in tanti modi.
Ma è amare come Cristo, che cinge un asciugamano e lava i piedi di chi ama, cioè tutti.

Che non manda via nessuno;
che se lo ferisco,
mi guarda e mi ama.

Come lui si è fatto canale dell’amore del Padre,
così ognuno si farà canale libero perché l’amore circoli nel corpo del mondo.

Se ti chiudi,
in te e attorno a te qualcosa muore, e la prima cosa a morire è la gioia.

Chi ti ama davvero?
Non certo chi ti riempie di coccole.
L’amore vero è quello
che ti spinge,
ti incalza,ti obbliga
a diventare tanto, infinitamente tanto,
a diventare il meglio di te (Rainer Maria Rilke).

Così ai figli non servono cose, ma padri e madri
che diano orizzonti
e grandi ali,
per diventare il meglio di ciò che possono diventare.

Parola di Vangelo:
se ami, non sbagli.
Se ami, non fallirai la vita. Se ami, la tua vita è stata un successo, comunque.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

Altri Articoli
Related

don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

Questi fantasmi! Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno...

don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sapore di Vangelo Quando si prepara un buon piatto di...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene....