UN SOGNO DI MATERNITÀ E FRATERNITÀ
Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti.
Il Vangelo riparte dalla casa, dal basso: non nasconde, con molta onestà, che durante il ministero pubblico di Gesù, le relazioni con la madre e tutta la famiglia sono segnate da contrapposizioni e distanza.
Riferisce anzi uno dei momenti più dolorosi della vita di Maria:
Chi è mia madre?
Parole dure che feriscono
il cuore, quasi un disconoscimento:
donna, non ti riconosco più come mia madre…
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Lei che poté generare Dio,
non riuscì a capirlo totalmente.
La maggior familiarità non le risparmiò le maggiori incomprensioni.
Contare sul Messia come su uno della famiglia, averlo a tavola, conoscere i suoi gusti, non le rese meno difficile la via della fede.
Anche lei, come noi, pellegrina nella fede.
Gesù non contesta la famiglia, anzi vorrebbe estendere a livello di massa le relazioni calde e buone della casa, moltiplicarle all’infinito, offrire una casa a tutti, accasare tutti i figli dispersi:
Chi fa la volontà del Padre, questi è per me madre, sorella, fratello…
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Un sogno di maternità, sorellanza e fraternità al quale non può abdicare.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
