p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 9 Giugno 2025

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CONQUISTA OCCHI DI MADRE, GUARDA CON OCCHI
DI FIGLIO: SONO GLI UNICI CHE VEDONO VERAMENTE!

Gesù disse al discepolo:
Ecco la tua madre

Ma le parole esatte
del Vangelo sono:
Guarda: è tua madre!

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E questo verbo,
questo imperativo,
è indirizzato a ogni discepolo:

Guarda, rivolgi gli occhi,
tieni fisso lo sguardo
su Maria.

È l’ultimo comandamento
che il Signore morente
lascia a ciascuno di noi:

Se vuoi essere discepolo,
guarda a Maria,
impara da lei,
dai suoi gesti,
dalle sue parole,
dai suoi silenzi;
lasciati educare e
formare da lei, come fa ogni madre con i suoi figli

E ripeti il suo ascolto,
la sua lode, la sua cura,
la sua fortezza,
la sua capacità di essere madre ancora quando
un figlio muore e
un altro figlio le è dato.

Quando tutto muore,
quando tutto si fa nero
sul Golgota, Gesù pronuncia parole di vita.

Dice “madre”
Dice “figlio”.
Dice generazione e affetto e vita che riprende
a scorrere.

Sul Calvario è Gesù che
prega un uomo e
una donna di riannodare
il filo spezzato della vita.

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Nel vertice del dolore
non sono gli uomini
che pregano Dio,
ma è Dio che prega
l’uomo e gli dice:

“Conquista occhi
di madre, guarda
con occhi di figlio:
sono gli unici che
vedono veramente!”

Dio invoca l’uomo
sul Calvario, perché
l’uomo converta
lo sguardo con cui vede
il mondo e il cuore
con cui opera nel mondo.
Perché cambi le mani con cui prende e dà la vita
e la morte.

Nel giorno del grande dolore,
noi ci aggrappiamo a Dio.
Invece sul Calvario è Dio
che si aggrappa a noi,
a quella parte sana e
buona, a quella parte
affettuosa e forte,
a quella porzione di fiducia,
anzi, alla cosa più forte
– istinto, energia, amore –
alla cosa più forte che
esista sulla terra,
il rapporto madre-figlio.

Per ricostruire da li
un cammino che passi
oltre le infinite croci.

Sul Calvario, Gesù,
ci affida una vocazione.

Ai piedi della croce è
la prima cellula della
chiesa, Maria e Giovanni.

Ciò che è detto a loro
è detto a tutta la chiesa.

Anche a noi Gesù dice:
Ecco tuo figlio!

Lo dice a me, a te,
a ciascuno, indicando
chiunque ci cammina
a fianco nell’esistenza:
Ecco tuo figlio!

A ciascuno ripete:
Ecco tua madre
indicando chiunque
un giorno ci abbia aiutato
a vivere, innumerevoli piccole madri nella nostra esistenza,
chiunque ancora oggi
ci sostenga nella vita.

Figlio e madre
ad ogni creatura,
questo è l’uomo di Dio.
Figlio e madre a ogni vita,
questo è il discepolo
di Cristo.

E la nostra vocazione è
custodire, proteggere,
prendersi cura, amare,
prendere Maria
e tutti coloro che
ti furono madre
tra le tue cose care.
Come ha fatto Giovanni.

Tutti noi abbiamo
un compito supremo:

Custodire delle vite
con la nostra vita,
soprattutto là dove la vita langue ed è prossima
a spegnersi. (E. Canetti).

La nostra vocazione
è la maternità.

È stare con Maria
accanto alle infinite croci
della terra, dove Cristo
è ancora crocifisso
nei suoi fratelli,
per portare conforto e lavorare alla redenzione.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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