Nel grembo del mondo lievita una vita nuova
Come nei giorni che precedettero il diluvio, mangiavano e bevevano e non si accorsero di nulla… i giorni di Noรจ sono i giorni ininterrotti delle nostre disattenzioni, il grande peccato: ยซquesto soprattutto perdonate: la mia disattenzioneยป (Mariangela Gualtieri).
Al vertice opposto, come suo contrario, sullโaltro piatto della bilancia ci soccorre lโattenzione ยซche รจ la preghiera spontanea dellโanimaยป (M. Gualtieri).
Avvento: tempo per essere vigili, come madri in attesa, attenti alla vita che danza nei grembi, quelli di Maria e di Elisabetta, le prime profetesse, e nei grembi di ยซtutti gli atomi di Maria sparsi nel mondo e che hanno nome donnaยป (Giovanni Vannucci).
Avvento รจ vita che nasce, a sussurrare che questo mondo porta un altro mondo nel grembo, con la sua danza lenta e testarda come il battito del cuore. Avvento: quando Dio รจ una realtร germinante, colui che presiede ad ogni nascita, che interviene nella storia non con le gesta dei potenti, ma con il miracolo umile e strepitoso della vita, con la danza di un grembo, in cui lievita il pane di un uomo nuovo. Dio รจ colui che invece di porre la scure alla radice dellโalbero, inventa cure per ogni germoglio, per ogni hinnon (Salmo 72,17), che รจ anche nome di Dio.
Due uomini saranno nel campo… due donne macineranno alla mola, una rapita, una lasciata; due soldati saranno al fronte in Ucraina, uno sarร ferito, uno resta incolume. […] Continua a leggere tutto il testo di questo commento su Avvenire
UN SOGNO DI PAROLE IN ATTESA
Matteo ci introduce nellโattesa di un Dio che ha sempre da nascere, incamminato e straniero in un mondo dal cuore distratto, oggi โcome ai giorni di Noรจ, quando non si accorsero di nullaโ.ย Eโ questo il Tempo per guardare in alto e piรน lontano.
Inizia il tempo d’Avvento, quando la ricerca di Dio si muta in attesa di Dio. Con Matteo, prima al soldo dellโimpero, poi sedotto da Gesรน, ci immergiamo in un sogno di parole chiamato Vangelo. Questo termine, allโorigine, non indicava il titolo di un libretto su Gesรน, ma identificava una โbuona notiziaโ, lโannuncio di un accadimento felice che attraversava lโimpero.
Matteo ci introduce nellโattesa di un Dio che ha sempre da nascere, incamminato e straniero in un mondo dal cuore distratto, oggi โcome ai giorni di Noรจ, quando non si accorsero di nullaโ.
ร possibile vivere cosรฌ, da utenti e non da viventi, senza sogni e senza mistero. ร possibile vivere senza accorgersi dei volti, ed รจ questo il grande diluvio che spazza via tutto! I giorni di Noรจ sono i miei, quando dimentico che il segreto della vita รจ oltre me, e placo la fame di cielo con larghe sorsate di terra, senza piรน pensare in grande, senza sognare piรน pace e giustizia per me e per il mondo.
ร possibile vivere senza neppure accorgersi di chi ti sfiora in casa e ti parla; senza spingere lโorizzonte un poโ piรน in lร , un poโ piรน in alto, indifferenti ai barchini di Lampedusa, al pianeta umiliato, alla casa comune depredata e avvelenata. Si puรฒ vivere senza vedere i volti dei popoli in guerra, come sotto anestesia.
L’Avvento che inizia รจ invece un tempo per accorgerci, come madri in attesa, che germogli di vita crescono e si arrampicano in noi.
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Tempo di strade รจ l’avvento, quando il nome di Dio รจ “Colui-che-viene”, Dio che cammina a piedi nella polvere della strada, sui passi dei poveri e dei migranti, camminatore dei secoli e dei giorni.ย Eโ questo il Tempo per guardare in alto e piรน lontano,ย per vivere con attenzione a ciรฒ che รจ dentro di me e con grandi occhi sul mondo. Ma per farlo รจ necessario rallentare la corsa, questa furia di vivere che ci ha preso tutti.
L’immagine conduttrice รจ Miriam di Nazaret nell’attesa del parto, incinta di Dio, gravida di luce. Attendere, infinito del verbo amare. Le donne, le madri, sanno nel loro corpo che cosa รจ l’attesa, la conoscono dall’interno.
Avvento รจ vita che nasce, a sussurrare che questo mondo porta un altro mondo nel grembo, con la sua danza lenta e testarda come il battito del cuore.
ย ยซDue uomini saranno nel campo, uno sarร preso e l’altro lasciato… perciรฒ anche voi state prontiยป. Sui campi della vita, ognuno di noi puรฒ vivere in modo adulto oppure infantile; uno vive nellโattesa di un mondo nuovo, uno no; uno รจ dentro il circuito breve della sua pelle, lโaltro vive sull’orlo dell’infinito.
Antonio Rosmini morendo affidava a Manzoni le tre parole del suo testamento spirituale:ย tacere, adorare, godere.
Tacere, non per amore del silenzio, ma della sua Parola.
Adorare, per aprire varchi al Signore nel cielo chiuso dei giorni.
Godere, perchรฉ la bella notizia del Vangelo ci assicura che la vita รจ una continua ricerca di felicitร , di un Dio regala gioia a chi produce amore.
Sono tre parole, colonne per il tempo d’Avvento, per ogni tempo di chiunque attenda qualcosa.
AUTORE: p. Ermes Ronchi FONTE: Avvenire e PAGINA FACEBOOK



