p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 26 Novembre 2023

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Le bilance del Signore sono tarate solo sul bene

Una scena potente, drammatica, detta del โ€œgiudizio universaleโ€, ma che in realtร  รจ la rivelazione della veritร  ultima sullโ€™uomo e sulla vita, su ciรฒ che rimane quando non rimane piรน niente: lโ€™amore. Perchรฉ il tempo dellโ€™amore รจ piรน lungo del tempo della vita.

La scena risponde a una domanda antica quanto lโ€™uomo: cosa hai fatto di tuo fratello? La Parola offre in risposta sei opere ordinarie, poi apre una feritoia straordinaria: ciรฒ che avete fatto a uno dei miei fratelli piรน piccoli, l’avete fatto a me! Gesรน stabilisce un legame cosรฌ stretto tra sรฉ e gli uomini, da giungere a identificarsi con loro: lโ€™avete fatto a me! I

l povero รจ come Dio, รจ corpo e carne di Dio. Il cielo che il Padre abita sono i suoi figli.E capisco che a Dio manca qualcosa: allโ€™amore manca di essere amato. รˆ lรฌ nellโ€™ultimo della fila, mendicante di pane e di casa per i suoi amati: li vuole tutti dissetati, saziati, vestiti, guariti, consolati. E finchรฉ uno solo sarร  sofferente, lo sarร  anche lui.

Davanti a questo Dio resto incantato, con lui mi sento al sicuro. E cosรฌ farรฒ anchโ€™io, mi prenderรฒ cura di un fratello, lo terrรฒ al sicuro al riparo del mio cuore. Mi รจ dโ€™immenso conforto sentire che il tema del giudizio non sarร  il male ma il bene; non peccati, debolezze, difetti, ma gesti buoni, briciole gentili. Le bilance di Dio non sono tarate sul male, ma sulla bontร ; non pesano tutta la nostra vita, ma solo la parte buona di essa. In principio e nel profondo, non รจ il male che revoca il bene, รจ invece il bene che revoca il male delle nostre vite.

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LA VERA GLORIA

Misura ultima della storia non รจ il negativo o l’ombra, ma il positivo e la luce, il giudizio finale non sarร  tarato su tutta la mia vita, ma sulla parte buona di essa. 

Solo il vangelo sa essere cosรฌ regale.

Una scena solenne e drammatica, un โ€œgiudizio universaleโ€ che ci svela la veritร  ultima del vivere, rivelazione di ciรฒ che rimane quando non rimane piรน niente: l’amore.

Il Vangelo qui risponde alla piรน seria, attuale e martellante delle domande: cosa hai fatto di tuo fratello?

Lo fa elencando sei opere, ma poi sconfina: ciรฒ che avete fatto a uno dei miei fratelli, o sorelline piรน piccole, l’avete fatto a me!

Ma ecco svelata la pista della fede evangelica: nel supremo confronto tra uomo e Dio il focus non รจ sul peccato, รจ sul bene. Misura ultima della storia non รจ il negativo o l’ombra, ma il positivo e la luce, il giudizio finale non sarร  tarato sui miei peccati, ma sulla bontร ; non su tutta la mia vita, ma sulla parte buona di essa.

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Solo il vangelo sa essere cosรฌ regale.

Veritร  dell’uomo non sono le debolezze, ma la bellezza del suo cuore. Giudizio divinamente truccato, perchรฉ alla sera della vita saremo giudicati solo sull’amore (San Giovanni della Croce), e non su devozioni o riti religiosi: renderemo conto solo del laico addossarci il dolore dell’uomo. Dio non ti sorprende in un momento di debolezza, quando non ce la fai a vivere in un modo nobile e puro, ma รจ colui che instancabilmente ti sospinge al bene. Che non misura le tue debolezze ma incalza la tua bontร , anche quando la credevi sepolta.

La fede non si riduce perรฒ alle sole buone azioni, deve restare scandalosa: il povero come Dio! Allora c’รจ da innamorarsi di Lui innamorato e bisognoso, mendicante di pane e di casa, che non cerca venerazione per sรฉ ma per i suoi amati, che vuole tutti dissetati, saziati, vestiti, guariti, liberati.

Davanti a questo Dio io ancora mi incanto, lo accolgo, entro nel suo mondo.

Poi ci sono quelli mandati via. La loro colpa? Hanno scelto il gelo della lontananza: via da me, voi che siete stati lontani dai fratelli. Non hanno fatto del male ai poveri, semplicemente non hanno fatto nulla. Indifferenti, lontani, cuori assenti che non sanno nรฉ piangere nรฉ abbracciare, vivi e giร  morti (C. Pรฉguy).

Ciรฒ che accade nell’ultimo giorno mostra che la vera alternativa non รจ tra chi frequenta le chiese e chi non ci va, ma tra chi si ferma accanto all’uomo bastonato e chi invece tira dritto, chi passa oltre. Ma oltre l’uomo non c’รจ nulla, tantomeno il Regno di Dio.

Il nostro futuro, cielo e paradiso, รจ generato dal bene che io, tu, noi abbiamo donato al Lazzaro innumerevole della terra. Un detto chassidico esorta: se un uomo ti chiede aiuto, non gli dire devotamente: โ€œrivolgiti a Dio, abbi fiducia, deponi in Lui la tua penaโ€, ma agisci come se non ci fosse Dio, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che puรฒ aiutare quell’uomo: tu.

Se cโ€™รจ qualcosa di eterno in noi, se qualcosa di noi rimane quando non rimane piรน nulla, questa cosa รจ lโ€™amore.

Fonte

Inciampare in una stella – Meditazioni sui vangeli dal 17 dicembre al 6 gennaio

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